Le albicocche vesuviane: membri di famiglia

24 Febbraio 2021

Il Vesuvio dà un suolo fertile, adatto alla coltivazione di frutti e ortaggi pregiati e saporiti. Prodotti unici, simbolo della cultura e della storia di questo territorio e delle famiglie che lo abitano. 

In questa incantevole cornice nel 1890 è nata Ager, l’azienda di famiglia di Gaetano Romano che ha visto susseguirsi cinque generazioni di agricoltori. Sei ettari di terreno dove da sempre la famiglia Romano coltiva con dedizione e amore prodotti locali, in particolare le albicocche del Vesuvio, oggi Presidio Slow Food.

Gaetano ci racconta: «Questi sei ettari, e quello che con amore ci coltiviamo, sono la storia della mia famiglia. Tantissimi di questi prodotti caratteristici rischiavano di andare persi. Con passione mi impegno ogni giorno per raccontarli, preservarli e salvaguardare la loro unicità. Prime tra tutti, per l’appunto, le vecchie varietà di albicocche del Vesuvio». 

Le albicocche con il cognome

Continua Gaetano: «Negli anni Sessanta e Settanta la Campania era la prima regione in Italia per la produzione di albicocche. Nel Novecento qui ne esistevano 100 ecotipi diversi. Ogni ecotipo prendeva il suo nome dalla famiglia che lo coltivava. Erano il mezzo del nostro sostentamento. Io e i miei fratelli, proprio grazie alla produzione di albicocche, siamo riusciti a diplomarci e poi andare all’università. Per me questi frutti sono il simbolo della nostra cultura, profumano della mia infanzia e hanno il colore delle nostre tradizioni».

La diminuzione d’importanza della produzione campana è evidente se si considera che negli anni Ottanta la produzione di questa regione era circa il 40% della produzione nazionale (il 70 % della produzione totale del sud Italia). Oggi tali valori sono scesi rispettivamente al 30% e al 40%.

Gli agricoltori che oggi le producono sono pochissimi. Questo pregiatissimo frutto campano, infatti, subisce a causa della globalizzazione la concorrenza di frutti di ogni tipo provenienti da tutte le parti del mondo, a prezzi più competitivi e dall’aspetto più attraente agli occhi di un consumatore inesperto.

Un frutto dal profumo travolgente

Gaetano si impegna affinché la qualità di queste albicocche venga compresa e valorizzata: «Si distinguono per il gusto unico e il profumo travolgente. Chiunque le assaggi anche solo una volta nella vita è in grado di notarne le differenze e la superiorità rispetto a quelle che si trovano oggi nel mercato. Ma, diversamente dalle altre albicocche, si deteriorano velocemente dopo essere state raccolte. È normale: si tratta di un prodotto coltivato in modo del tutto naturale. Per queste ragioni puntiamo molto sulle conserve e i succhi . La qualità è impareggiabile».

Gaetano ci parla dell’esigenza che avverte, sempre più forte, di far conoscere un prodotto quasi dimenticato anche nella regione in cui è nato: la Campania. Così decide di portare le sue albicocche nei piccoli mercatini rionali, raccontare la loro storia ai clienti, gli fa accostare profumi e sapori per comprenderne l’unicità. Inizia poi a partecipare ai primi eventi più importanti, sempre con la missione di non permettere che questa eccellenza cada nel dimenticatoio. Fino ad arrivare a Slow Food.

Nasce il Presidio

Il Presidio Slow Food vuole rilanciare questa realtà, salvaguardando la biodiversità varietale, tutelando i vecchi impianti, individuando le cultivar più diffuse tra quelle rimaste in coltivazione, e migliorando i sistemi di raccolta e commercializzazione per esaltarne al meglio la qualità organolettica, evidenziando le peculiarità di ognuna.

Come Gaetano racconta: «Nel 2017 è iniziata una nuova avventura. È arrivata la prima vittoria: il Presidio Slow Food delle vecchie varietà di albicocche del Vesuvio. La missione è quella di far conoscere più varietà delle nostre albicocche per tramandare la storia delle nostre radici, di quelle famiglie di agricoltori che per generazioni hanno curato e amato questo prodotto. Il valore della terra e della biodiversità unica di cui disponiamo non può essere dimenticato. Merita di essere divulgato, apprezzato e incoraggiato». Questa è la storia di Gaetano, ma soprattutto di un frutto unico, un prodotto straordinario che va salvaguardato e raccontato.

di Carolina Meli, info.eventi@slowfood.it

Le vecchie varietà di albicocche del Vesuvio sono presenti tra gli espositori del mercato di Terra Madre Salone del Gusto, insieme a oltre 600 altri produttori! POTETE TROVARE UNA SELEZIONE DI PRODOTTI DA ACQUISTARE, nel NOSTRO e-commerce.