Bergamotto, agrumi e… peperoncino. Birre artigianali in salsa calabra

01 Aprile 2021

Nel mondo della birra artigianale negli ultimi anni si è assistito a una vera e propria rivoluzione, con un aumento della produzione di oltre 20 volte in più rispetto all’inizio del millennio. E con essa è aumentato il numero dei birrifici.

La stragrande maggioranza dei birrifici, tuttavia, si trova nel Nord della Penisola, dove il movimento artigianale è nato e si è inizialmente sviluppato. Ma anche il sud sta vedendo un boom della birra artigianale, fino alla punta dello stivale italiano. Nella città di Reggio Calabria troviamo il Birrificio Reggino.

L’imprenditore dietro al Birrificio Reggino, il brewpub più a sud della penisola è il giovane Ferdinando Polito, che ha avviato il birrificio artigianale con il fratello Dario nel 2015, e che ora lo gestisce da solo.

Il cammino verso il Birrificio Reggino: studiare, studiare, studiare

Il team del Birrificio Reggino. Ph: Birrificio Reggino

Spiega Ferdinando: «È iniziato tutto quando abbiamo visto un documentario sull’argomento, sul come fare la birra. Subito dopo abbiamo iniziato a sperimentare con quei kit che si trovano abbastanza facilmente in commercio online. Questi esperimenti sono andati abbastanza bene, allora abbiamo deciso di fare sul serio. Di studiare la birra come si deve». Questi studi hanno portato Ferdinando a nord, nelle regioni dove la produzione di birra artigianale ha radici più profonde, come il Veneto, la Lombardia e il Piemonte.

La voglia e la necessità di approfondire hanno portato Ferdinando a fare dei corsi al Cerb (il Centro di eccellenza nella ricerca sulla birra) di Perguia. Successivamente si è iscritto a un corso sul beer business all’Università di Udine. Come sottolinea, però: «Non ci sono qualifiche riconosciute come esistono per tante altre professioni in gastronomia. Ci sono corsi, ma non c’è ancora un titolo di mastro birraio».

Le proprietà nutrizionali della birra

Le birre BREYS. Ph: Birrificio Reggino

Uno dei concetti più importanti nell’idea che Ferdinando ha della birra è che, lungi dall’essere un qualche liquido spento e insapore, di scarsa portata al di là del suo contenuto alcolico, la birra dovrebbe e può essere un prodotto di valore nutrizionale. Ci dice: «Tutto dipende da ciò con cui è fatta. I nostri prodotti non sono pastorizzati né filtrati, quindi conservano maggiormente il valore nutritivo dell’orzo. È un prodotto più naturale».

Dopo aver iniziato con una sola birra, una classica Blonde Ale, il Birrificio Reggino ha ampliato la sua linea, chiamata Breys, con nove birre diverse. Da una Weiss a una IPA. Poi c’è qualcosa di leggermente più insolito, e anzi, più calabrese. Una birra con un ingrediente che sarà familiare ai bevitori di tè Earl Grey: il bergamotto.

La stragrande maggioranza del bergamotto del mondo proviene dalla provincia di Reggio Calabria, ed era naturale che il Birrificio Reggino lo sperimentasse in una birra. Dice Ferdinando: «La produciamo solo una volta all’anno, usando le scorze del frutto appena raccolto. Con due chilogrammi di scorze di bergamotto facciamo 700 litri di birra. È un’occasione davvero speciale».

La via da seguire

Birrificio Reggino

Come per tante nuove piccole imprese, specialmente nel settore dell’ospitalità, l’impatto del Covid-19 è stato significativo. Spiega Ferdinando: «Avevamo appena iniziato a produrre birra nel 2017, e poco dopo abbiamo aperto una tap room e una pizzeria in città. Avevamo iniziato a fare serate di degustazione, combinando la birra con una serie di ingredienti, dalla frutta secca alla pizza e altri prodotti locali. Ma, per ora, tutto questo è stato messo in pausa. Ma non è un’occasione persa: è il momento di tornare a sperimentare. Stiamo utilizzando questo tempo per sviluppare nuovi prodotti, usando la liquirizia, l’arancia, persino il peperoncino!».

L’attenzione è fermamente rivolta al futuro, e c’è speranza all’orizzonte: «Essendo una nuova azienda, non abbiamo mai avuto l’opportunità di partecipare fisicamente a Terra Madre Salone del Gusto. Ma forse dovrei dire… non ancora. Speriamo di poter venire nel 2022 e conoscere meglio il mondo di Slow Food. C’è molto da imparare: è stato il gruppo locale di Slow Food in Calabria a coinvolgerci, e c’è la sensazione di far parte di una grande famiglia di produttori diversi da tutta Italia e dal mondo. Quello che abbiamo in comune è l’interesse a fare qualcosa che sia veramente di qualità. È di questo che vogliamo far parte. Questo è il futuro. Quindi per ora arricchiremo le nostre ricette e continueremo a sperimentare le nostre birre, e quando sarà il momento giusto, saremo lì pronti a festeggiare».

di Jack Coulton, info.eventi@slowfood.it

Il Birrificio Reggino è tra gli espositori del mercato di Terra Madre Salone del Gusto, insieme a oltre 600 produttori! POTETE TROVARE UNA SELEZIONE DI PRODOTTI DA ACQUISTARE SUL NOSTRO e-commerce ONLINE.