Dai progetti culturali ai progetti colturali

09 Marzo 2021

Torino, Roma, Ventotene, Orvieto. È la mappa del cuore di Margherita Cristiani e Federico Scanni, oggi coltivatori nell’azienda agricola Casa Vespina nella città umbra, fino a una quindicina d’anni fa lanciati professionisti nel settore dell’editoria della Capitale.

La loro storia assomiglia alle molte altre di chi, stufo della vita di città, se la lascia alle spalle per ritrovarsi nella natura. Prima di arrivarci, però, loro due sono passati per un’isola piccola, anzi una delle più piccole di tutta Italia: Ventotene.

Ecco la storia della coppia prima di Casa Vespina. Racconta Margherita: «Federico voleva andare a vivere in campagna, ma io non ero ancora pronta, così gli dissi: “Piuttosto andiamo a stare su un’isola”. Mi ha presa in parola, così nel 2005 ci siamo trasferiti a Ventotene. È stato un apprendistato importante nei confronti della terra: lì abbiamo cominciato a coltivare, e lì abbiamo imparato anche a gestire la limitatezza del tempo e delle risorse». 

Monocoltura? No grazie. Ecco perché

Dieci anni più tardi, nel 2015, la decisione di ritornare sulla terraferma. Continua Margherita: «Sull’isola, i terreni erano limitati, e poi i nostri figli stavano crescendo». Il luogo individuato è Orvieto, in provincia di Terni, un centinaio di chilometri a nord della Capitale. Ricorda Margherita: «Abbiamo cominciato dai legumi, gli stessi che coltivavamo a Ventotene. I semi di fagioli, ceci e cicerchie, infatti, ce li siamo portati dietro dall’isola laziale, e devo dire che si sono adattati bene». Merito, oltre che delle abilità nel lavorare la terra, anche delle proprietà di un terreno particolarmente ricco e fertile: «L’area in cui viviamo è un altopiano formato dalle ceneri dell’esplosione del vulcano Vulsinio, dove oggi si trova il Lago di Bolsena».

Un po’ per volta, la coppia realizza il proprio sogno, quello di avviare un’azienda agricola multifunzionale biologica. Oggi, oltre ai legumi, producono cereali antichi (grano tenero di varietà Verna e duro di Senatore Cappelli e Khorasan), farro Dicoccum, zafferano, ortaggi e frutta. Spiega Margherita: «Con meli, peri, pruni e castagni abbiamo ampliato un frutteto esistente che ospitava già ciliegi e susini. In generale, abbiamo cercato una “mescolanza” di colture perché la nostra idea di agricoltura è quella di massimizzare la biodiversità». 

I motivi di questa scelta, prosegue: «Sono due, ecologici ed economici. Quanto più un ambiente è vario, tanto più è ricco. La monocultura significa  vulnerabilità e povertà agricola. Diversificando le produzioni e mantenendoci su piccolissimi quantitativi, inoltre, ci tuteliamo economicamente: l’anno scorso, ad esempio, abbiamo avuto dei problemi con lenticchie che sono state attaccate dal tonchio e che non abbiamo potuto raccogliere, ma fortunatamente i fagioli sono andati benissimo».

Slow Food, dolci ricordi (di famiglia)

Di recente, Federico e Margherita hanno anche seminato le fragole: «Una pianta rustica che in questa zona cresce bene. Con pochissimi sforzi e trattandola con una semplice soluzione di acqua e propoli abbiamo ottenuto una produzione fantastica. Sarò sincera, da ragazza di città non sapevo che le fragole potessero essere così squisite!».

E poi ci sono lo zafferano in stimmi, e la birra di farro Sandinista, prodotta insieme a un microbirrificio artigianale della zona. Perché questo nome? Ci spiega: «È un omaggio al protagonista della rivoluzione in Nicaragua degli anni Venti del secolo scorso, Augusto César Sandino, per il quale nutriamo ammirazione fin dai tempi in cui lavoravamo nel settore dell’editoria. E naturalmente è anche un riferimento all’album della band londinese The Clash, pubblicato nel 1980».

L’ultima curiosità non può che essere su Terra Madre Salone del Gusto, a cui in questa edizione Casa Vespina partecipa come espositore: «A Torino, durante un Salone del Libro di tanti anni fa, ho conosciuto Federico, mentre il Salone del Gusto è stata la prima vacanza che abbiamo organizzato come famiglia. Speriamo di poterci tornare presto di persona, per rinnovare un legame che dura da tempo: io sono socia da quando vivevo ancora sull’isola laziale, dove fummo promotori della comunità Slow Food Agricoltori di Ventotene, organizzammo un Mercato della Terra e sostenemmo Isole Slow, la rete slow delle isole minori del Mediterraneo».

di Marco Gritti, m.gritti@slowfood.it 

Scopri il Marketplace di Terra Madre Salone del Gusto e visita l’azienda Casa Vespina e gli altri 600 produttori presenti! Nelle vetrine virtuali puoi trovare una presentazione completa ed esaustiva dei produttori e conoscerli “quasi” dal vero. Visita anche il nostro e-commerce, sul quale è possibile acquistare i prodotti dei nostri espositori.