Che cos’è una città mercato?

29 Ottobre 2020

Una Città Mercato dovrebbe avere sette fondamentali caratteristiche…

Riconoscere la sua grande varietà di mercati pubblici che costituiscono un unico sistema; avere diversi partner e stakeholder che cooperano; analizzare il funzionamento dei propri mercati e comprenderne il valore…

Avere reti di distribuzione regionali; investire regolarmente nei suoi mercati; aiutare i fornitori ad avviare e far crescere le loro attività; riconoscere che i suoi mercati sono spazi pubblici inclusivi. Ecco le sette caratteristiche fondamentali delle città che gestiscono sistemi di mercato pubblico altamente funzionali. E che fanno di una città una Città mercato.

Market City Initiative è un progetto realizzato da Project for Public Spaces, HealthBridge e Slow Food.

LE CITTÀ MERCATO E DOVE TROVARLE

Eppure, i cartografi avrebbero difficoltà a identificare città come quella appena descritta sulla mappa.

Quali sono le città che identificano i mercati come istituzioni strategiche? Dalle megalopoli alle piccole città, si osserva che spesso pochi decisori comunali sono in grado di riconoscere i mercati che fioriscono all’interno dei propri confini. Per la maggior parte dei mercati, essi operano quasi al di fuori delle norme dello sviluppo commerciale tradizionale, della salute pubblica o della pianificazione urbana. Eppure, offrono molti indizi per analizzare (e aiutano a plasmare) la salute di una regione e la sua capacità di coesione sociale.

Wet markets, venditori ambulanti e bazar (sic!) sono essenziali per la maggior parte delle esigenze di spesa quotidiano di una famiglia di Dhaka (21 milioni di abitanti), in Bangladesh. La chiusura dovuta al Covid-19 ha determinato una pausa senza precedenti, utile a ricalcolare il modo in cui queste istituzioni possano essere riconfigurate fisicamente e strategicamente con le priorità del governo locale e nazionale.

Nonostante gli innumerevoli tentativi da parte dei governi locali di condannare questi antichi meccanismi di commercio qualificandoli come “spazzatura”, essi continuano a reinventarsi per soddisfare le esigenze specifiche del luogo e del tempo. Questo fa sorgere la domanda: sono resilienti perché sono semplici o perché sono universali? O entrambe le cose?

IL SUD GLOBALE

Nel Sud del mondo, i mercati sono spesso percepiti come vestigia caotiche e pericolose del passato. Risultano poco attraenti per la classe media delle nazioni emergenti, che anela a tutte le comodità moderne. Di conseguenza, si osserva una situazione di tensione e precarietà tra le municipalità che spesso mirano alla demolizione dei mercati informali, sostituendoli con banali supermercati di mattoni e malta, e chi invece vorrebbe preservarli. È un buon punto considerare che, al tempo stesso, l’industria del turismo ricerca e propone i mercati come luoghi autentici dove prevalgono il gusto e l’originalità. Inoltre, molti mercati sono minacciati dalla guerra, dal cambiamento climatico, dalle priorità politiche e dall’incuria. È il caso di Souq Al-Madina ad Aleppo, in Siria. La guerra civile ha praticamente demolito il mercato, che successivamente è stato ricostruito. Ma questa è l’eccezione e non la regola.

BARCELLONA: CITTÀ MERCATO?

Ci sono luoghi in cui i mercati non solo sopravvivono ma prosperano. Si tratta di quei luoghi in cui la visibilità e il valore dei mercati sono stati non solo riconosciuti ma anche integrati nelle priorità comunali.

A Barcellona, ad esempio, La Boqueria è ben più di un tempio liberty del cibo e della cultura catalana. È il fiore all’occhiello dei numerosi mercati che costellano il paesaggio urbano, e che forniscono alle famiglie il cibo quotidiano. Barcellona è già una città mercato. Anche se non possiede tutte le sette caratteristiche elencate al principio dell’articolo, sta mostrando di investire in questa risorsa, mentre molte città i loro mercati li hanno abbandonati.

LONDRA: MERCATI E DIVERSITÀ CULTURALE

Londra, Borough Market, ph. qantas.com

A Londra, dove la tradizione stessa è una ritenuta una valuta preziosa, molti degli antichi mercati di strada sono esentati delle ordinanze locali, a prescindere dai cambiamenti demografici in una città in cui l’economia ormai da decenni si fonda sulla speculazione immobiliare.

Mentre a Barcellona è la cultura alimentare a determinare la traiettoria dei mercati cittadini, a definire l’esperienza dei mercati pubblici londinesi è la diversità culturale. A eccezione dei farmers’ markets, che ospitano solo gli agricoltori, pochi mercati mantengono forti legami con i sistemi alimentari regionali. Tuttavia, tutti riconoscono il loro ruolo di incubatori d’impresa che accolgono gli immigrati che cercano punti d’ingresso nella vita economica. Questo aspetto è stato colto dal sindaco londinese Sadiq Khan, di origini pakistane e membro del partito laburista. La sua amministrazione ha istituito il London Markets Board per affrontare la miriade di complicazioni normative che ogni mercato deve affrontare. Questo sforzo rappresenta il tipo di atteggiamento collaborativo del governo della città, che è un ingrediente essenziale per l’approccio della città mercato. Non solo il Consiglio riunisce i leader del mercato come pari, ma investe anche nell’innovazione attraverso sovvenzioni e la fornitura di risorse per lo sviluppo.

HANOI

La canadese HealthBridge Foundation, il newyorchese Project for Public Spaces e Slow Food stanno dando vita a un’entusiasmante collaborazione internazionale che punti a combinare gli investimenti top-down effettuati dai governi e dalle agenzie di aiuti internazionali agli sforzi sostenuti dai residenti e dalle imprese per ridisegnare i loro mercati.

Trattandosi di una delle economie in più rapida crescita al mondo, le pressioni per soddisfare le crescenti richieste dei consumatori e degli sviluppatori sono straordinarie. Questo non è di buon auspicio per i mercati. Dopo tutto, i luoghi di crescita esponenziale premiano il miglior offerente. Dal punto di vista progettuale, i mercati pubblici sono disordinati, complessi, al servizio di quanti hanno disponibilità economiche modeste.

Ad Hanoi, il governo locale considera i mercati come sacrificabili. Piuttosto che mantenere le loro infrastrutture (palesemente degradate), perché non ridestinare l’alto valore del terreno su cui si trovano e venderlo al miglior offerente?

Riconoscendo che queste pressioni minerebbero la comunità, il commercio l’identità del luogo, i leader della comunità locale hanno unito le forze con HealthBridge Hanoi per coinvolgere i venditori del mercato, i vicini, gli acquirenti e gli studenti universitari di architettura dell’università per reimmaginare tre mercati pilota: Ngoc Lam Market a Long Bien, Ha Market a Me Linh e il Chau Long Market a Ba Dinh.

Tutto ciò ha attirato l’attenzione del governo locale e ha contribuito a riposizionare i mercati in generale.

IL PUNTO DI MISURA GIUSTO

Questi raggi di luce hanno ispirato le amministrazioni cittadine a cercare nuovi modi per avviare il commercio alimentare nelle circoscrizioni locali. Tra i contenuti da approfondire il rinnovamento e la formazione per i wet markets, lo sviluppo di nuovi farmers’ markets in stile americano e strategie online che colleghino aree urbane e rurali. Sempre più spesso, a prescindere dal punto di vista, le amministrazioni locali sono identificate come il punto di intervento “giusto” per ricalibrare le politiche alimentari, gli investimenti e le infrastrutture per preservare la biodiversità e l’agricoltura tradizionale e abbinarle a nuove opportunità per la comunità, l’economia e un possibile, prospero, futuro.

di Richard McCarthy, info.eventi@slowfood.it

Questo articolo, sintetizza gli argomenti trattati nel forum Città mercato: il ruolo dei mercati pubblici per le economie alimentari regionali e la coesione sociale che si è svolto il 27 ottobre. Per ulteriori informazioni sui prossimi forum in programma, guarda il nostro palinsesto, e iscriviti all’argomento di tuo interesse.

Cover image, La Boqueria