Connettiamo la diversità con la musica!

10 Settembre 2020

Tra tutte le cose che la pandemia di Covid-19 ha temporaneamente cancellato, l’esperienza della musica dal vivo è stata una delle assenze culturalmente più scioccanti e stimolanti del calendario 2020.

Se niente può sostituire l’euforia di ballare durante un concerto dal vivo, la nuova normalità ha tuttavia aperto nuove opportunità musicali. Mentre lo spostamento di musicisti volanti impegnati in tournée mondiali era complicato dal punto di vista logistico ed economicamente impegnativo, la fiorente scena dei concerti online permette di unire persone provenienti da tutto il mondo. Le distanze si accorciano grazie alla potenza della musica.

È qui che entra in gioco Connecting Diversity, un progetto di Diversity and Development che collega artisti e culture di tutto il mondo, dando a tutti la possibilità di connettersi con suoni e persone, simultaneamente. In questo clima di lockdown e restrizioni, è un’occasione per visitare altri paesi e sperimentare altre culture, in tutta sicurezza.

Per avere un quadro più completo delle motivazioni e degli obiettivi del progetto, abbiamo parlato con gli organizzatori, Raquel Maestro Salmoral, coordinatore del progetto Connecting Diversity e Guillén Calvo Presidente di Diversity & Development .

Come è nato questo progetto?

La situazione attuale lo ha reso chiaro: viviamo in un mondo interconnesso e abbiamo più che mai bisogno l’uno dell’altro. In questo mondo in continuo cambiamento, dobbiamo unire le nostre forze e affrontare le sfide in modo globale, uniti nella nostra diversità.

È tempo di difendere e promuovere la nostra diversità in tutte le sue diverse espressioni. L’omogeneizzazione dei nostri modi di produrre, consumare e perfino pensare aumenta i rischi che le nostre società devono affrontare. La diversità biologica e culturale sono indissolubilmente legate, e queste sono le migliori risorse che abbiamo per affrontare le sfide che ci attnedono e per costruire società più inclusive, creative e resilienti.

I Seven Doors, dal Marocco, sono uno dei gruppi che si esibiranno al concerto. Ph. Connecting Diversity / HDASRI

Dobbiamo trovare nuovi modi per collegare le diversità e stabilire nuove modalità di interazione tra le comunità. La musica riflette qualcosa di profondo su chi siamo e sulla nostra esperienza del mondo; è un potente veicolo per condividere emozioni e diffondere messaggi. Ecco perché abbiamo iniziato a connettere la diversità!  

Avete avuto molta esperienza nella promozione di eventi musicali fisici prima del 2020? In che misura questo progetto è “figlio” di questo anno?

Per Diversity e Development organizziamo da oltre 10 anni eventi internazionali per promuovere la diversità bioculturale. Tuttavia, Connecting Diversity è una nuova iniziativa che è nata nei mesi di quarantena. Tutto ciò che stava accadendo ci ha portato a ripensare il nostro lavoro; abbiamo sentito la necessità di organizzare una nuova tipologia di eventi con la musica come elemento centrale.

Quali sono i vantaggi di un concerto online?

Questa iniziativa permette alle persone di godersi la musica indipendentemente dal loro status sociale, dalla lingua, dal paese di residenza o dalla situazione personale. Tutti possono partecipare a questo viaggio interculturale, e questo è il nostro obiettivo principale: mettere in contatto persone di tutto il mondo per condividere, viaggiare, godere e vivere la diversità in tutte le sue diverse espressioni.

L’iniziativa vuole essere uno spazio di incontro e di scambio, dove tutti i partecipanti possono interagire tra loro.

Dalla Francia, Yodi è un altro gruppo che si esibirà a Connecting Diversity. Ph. Connecting Diversity / Yodi

Quali sono i vostri obiettivi per Connecting Diversity?

Pensiamo che mescolare culture, territori e idee sia il modo migliore per continuare a costruire comunità più sostenibili, resistenti e creative. Vogliamo creare sinergie tra gli artisti e promuovere la trasformazione positiva delle loro comunità. Connecting Diversity non sarà un evento isolato. Il viaggio continua! Mentre facciamo i prossimi passi in questo viaggio, saremo guidati da questi obiettivi principali:

  • Promuovere forme di produzione e consumo responsabili
  • Rispettare e conservare l’ambiente, la biodiversità e le risorse locali
  • Fornire nuove esperienze digitali con forti contenuti di comunità
  • Comunicare l’importanza della diversità per la sostenibilità
  • Sostenere nuove forme di collaborazione locale e globale

Chi sono i musicisti che avete selezionato per il concerto del 10 ottobre?

Safarà da Bahia Solano-Chocó (Colombia), Yodi da Tosse-Landes (Francia), Seven Doors dalle montagne del Rif in Marocco e Armonía Mestiza dall’arcipelago di Chiloé in Cile. Sono tutti artisti che abbiamo invitato a far parte di questo progetto perché sentiamo che noi, e loro, abbiamo molte cose in comune.

Armonía Mestiza dall’arcipelago di Chiloé in Cile. Ph. Connecting Diversity / Armonía Mestiza.

In preparazione del concerto abbiamo condiviso la musica di ogni artista con tutti gli altri; è stato bello vedere l’entusiasmo che li univa a distanza! Speriamo di riuscire un giorno a riunirli fisicamente tutti nello stesso luogo e di condividere la loro bella energia creativa con un pubblico dal vivo.

Perché avete deciso di fare questa parte di Terra Madre?

Partecipo a Terra Madre dal 2006 e ho sempre amato l’energia speciale che si prova in quei giorni.

Partecipare a Terra Madre è un modo diverso di sentire, godere, connettersi e conoscere la diversità. Degustare prodotti unici, parlare con persone ispirate, festeggiare e condividere la conoscenza in modo diverso. Terra Madre è un luogo dove ci si può sentire uniti nella diversità.

Safara dalla Colombia. Ph. Connecting Diversity / Safara

Attraverso la piattaforma Diversità biocolturlale e Territori e il Forum Origine, diversità e territori collaboriamo con Slow Food da molti anni e coorganizziamo eventi durante Terra Madre. Quando abbiamo pensato di organizzare la prima edizione di Connecting Diversity, abbiamo deciso che sarebbe stato meglio collaborare con un evento più grande: Terra Madre è stata una scelta ovvia.

Come aneddoto, quando Guillén ha partecipato alla sua prima Terra Madre, è venuto come giovane rappresentante dell’istituzione internazionale per cui lavoravo in quel periodo. Mi è capitato di incontrare Carlo Petrini, e quando gli ho detto cosa stavo facendo e cosa volevo fare con Slow Food, mi ha detto che a organizzazioni come la mia mancava qualcosa di importante. Mancava loro la passione! Così ora, a quasi 15 anni di distanza, è un onore e un piacere pensare che attraverso Connecting Diversity stiamo organizzando uno degli eventi più appassionati ed energici del programma di Terra Madre 2020.

Venite a unirvi a noi in un viaggio interculturale con Connecting Diversity, ovunque voi siate, dalle 20.00 (ora di Roma) del 10 ottobre. Connecting Diversity sta raccogliendo fondi per il proprio progetto con una campagna di crowdfunding per sostenere gli artisti e fare sì che questo diventi un progetto a lungo termine per unire il mondo con la musica.

di Jack Coulton, info.eventi@slowfood.it

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