Tutti i mercoledì – Il diario di Terra Madre: 3-10 febbraio

31 Gennaio 2021

Da sabato 30 gennaio siamo ufficialmente entrati nelle tre settimane di Terra Madre dedicate al tema cibo e salute che ci accompagna per buona parte del mese di febbraio.

Siamo partiti con la conferenza Dalla dieta mediterranea ai naturali, in cui abbiamo discusso del valore nutrizionale della dieta mediterranea, ma siamo andati oltre.

Per Slow Food, infatti, è necessario andare oltre il semplice concetto di dieta mediterranea e preoccuparci della salubrità dei cibi. Preoccuparci, prima di tutto, che i cibi siano naturali, ovvero coltivati o allevati nel rispetto delle risorse naturali, privi di additivi, conservanti, starter, fermenti, coloranti, antiossidanti, lieviti industriali. Se volete, qui potete rivedere l’incontro.

I tre appuntamenti della settimana dedicati a cibo e salute realizzati con il sostegno di Reale Mutua

4 febbraio h. 15 la Food Talk di Vivien How sul ruolo della chimica in agricoltura (e per la nostra salute)

Vivien How chimica

È iniziato tutto con la cosiddetta Rivoluzione verde, che di verde aveva ben poco. Da allora, abbiamo assistito all’impiego massivo della chimica in agricoltura. L’agricoltura convenzionale ha scommesso sulle monocolture, e sulla chimica, con l’intenzione primaria di sconfiggere la fame nel mondo. Tuttavia, le monocolture necessitano di molti input chimici, che hanno un impatto negativo sia per la salute umana, sia per la salute ambientale.

Quando parliamo di salute umana non intendiamo solo quella dei consumatori, ma anche quella degli agricoltori che, nei campi, lavorano a stretto contatto con i prodotti chimici e che di questo contatto patiscono spesso le conseguenze. Quando parliamo di salute ambientale, ci riferiamo invece alla contaminazione del suolo e delle falde acquifere dovuta all’immissione di pesticidi, fosforo, nitrati…

Connettiti qui per vedere la Food Talk dal 4 febbraio in avanti

5 febbraio h. 18 La conferenza: Salute del pianeta, salute delle persone

Salute del pianeta

Mai come oggi l’attenzione mondiale è concentrata su un unico protagonista: la pandemia di Covid-19 che accomuna tutti i Paesi del pianeta e mette a dura prova il benessere fisico, sociale ed economico dell’umanità intera.

Lo scatenarsi della pandemia e le conseguenze disastrose sullo stato di salute della popolazione mondiale hanno reso ancora più evidente la necessità di un cambio radicale del nostro stile di vita e delle nostre scelte alimentari, che affliggono duramente la nostra salute e quella del pianeta. Gli scienziati, e con loro l’Organizzazione mondiale della sanità, riconoscono nella perdita di biodiversità una delle principali cause all’origine della comparsa e della diffusione di malattie che possono tramutarsi in epidemie. La battaglia per la difesa della biodiversità è diventata cruciale: rappresenta l’unica via per garantire la sopravvivenza del nostro pianeta e dell’umanità stessa.

La salvaguardia e la promozione della biodiversità possono essere una soluzione per affrontare la malnutrizione? La biodiversità ci può aiutare a preservare la salute dell’uomo e degli ecosistemi? Quale ruolo può svolgere la politica alimentare per promuovere sistemi alimentari sani e sostenibili?

Informazione di servizio: I relatori della conferenza parlano tutti in inglese. Registrati qui per seguire l’incontro fruendo del servizio di interpretariato

10 febbraio h. 15 – La Food Talk di Ana Paula Bortoletto – Il diritto umano a un’alimentazione adeguata

Ana Paula Bortoletto alimentazione adeguata proper nutrition

Tutte le persone hanno diritto a un’alimentazione adeguata. Tutti dovrebbero avere accesso ad alimenti sani e salutari, ad alimenti sostenibili, al cibo vero. Dovremmo invece disincentivare il consumo di prodotti ultra-raffinati, ovvero tutte quelle formulazioni industriali, che ben poco contribuiscono alla salute umana, e anche alla tutela dell’ambiente. 

Connettiti qui per vedere la Food Talk dal 10 febbraio in avanti

Ma parliamo anche di altro…

8 febbraio h. 17 la Conferenza: Fermiamo i noccioleti intensivi

Nocciole hazelnuts

L’Italia è il secondo paese al mondo nella coltivazione delle nocciole. La precede solo la Turchia, che da sola realizza il 70% del prodotto mondiale.

Le nocciole in Italia spopolano, con particolare riguardo per il Lazio, la Campania, il Piemonte. Sono piante relativamente facile da coltivare, e molto richieste dall’industria alimentare. Se non che, dietro le monocolture di nocciole si celano i soliti problemi di sempre. Territori selvaggi eradicati per essere piegati alle esigenze umane, impiego di fertilizzanti e diserbanti su larga scala, trasformazione radicale di interi paesaggi. Un ettaro di noccioleto coltivato in modo convenzionale rende fino a 50 quintali di nocciole, a fronte dei 15/20 quintali che si ottengono dalla coltivazione biologica, ma i due sistemi sono agli antipodi. In più, in un noccioleto convenzionale ogni anno sono sette o otto trattamenti di fitofarmaci per combattere i parassiti.

Tra gli altri ospiti, la regista Alice Rohrwacher.

Registrati qui per partecipare attivamente all’incontro.

8 febbraio h. 19 – Torna Let it bean! con un incontro dedicato alla Roveja di Civita di Cascia, Presidio Slow Food

roveja

Let it Bean! è un ciclo di incontri dedicati al consumo responsabile e alla riscoperta di varietà tradizionali di legumi, le loro proprietà e i loro usi in cucina. Incontriamo la roveja di Civita di Cascia!

La roveja è un piccolo legume simile al pisello, dal seme colorato che va dal verde scuro al marrone, grigio. Nei secoli passati era coltivato su tutta la dorsale appenninica umbro-marchigiana, in particolare sui Monti Sibillini, dove i campi si trovavano anche a quote elevate: la roveja è resistente anche alle basse temperature, si coltiva in primavera-estate e non ha bisogno di molta acqua. Cresce anche in forma spontanea, lungo le scarpate e nei prati, ma nei secoli passati era protagonista dell’alimentazione dei pastori e contadini dei Sibillini con altri legumi poveri quali lenticchie, cicerchie, fave. Per parlarcene, cuochi, produttori ed esperti.

Registrati qui per partecipare attivamente all’incontro.

I Come si fa?

Settimana molto densa anche sul fronte Come si fa? Vi segnaliamo i due che abbiamo registrato finora. Il 2 febbraio, alle 17, apprendiamo la preparazione della melassa artigianale di mele secondo la ricetta libanese. Il 3 febbraio alle 17, invece, tenetevi pronti a imparare come deamarizzare le olive in un impasto di cenere, calce e acqua.

Tutti i Come si fa? li trovate qui!

Fino al 28 febbraio la On My Plate Challenge

Pulito Clean

Prosegue per altre cinque settimane la sfida On My Plate inaugurata il 18 gennaio, sui temi del buono, pulito e giusto. On My Plate è l’occasione più bella per:

  • Connetterci con altre persone a livello locale, nazionale e globale che hanno a cuore la creazione di un mondo migliore attraverso il cibo.
  • Imparare di più sul cibo buono, pulito e giusto.
  • Agire insieme e condividere le esperienze con tanti attivisti in tutto il mondo.
Connettiti qui per scoprire su cosa ci misuriamo le prime due settimane e qui per saperne di più sulla sfida in generale

4 febbraio h. 15:30 La formazione improve your skills! Come costruire una campagna di successo

Come si costruisce una campagna di advocacy? Come se ne disegnano gli obiettivi e come si coinvolge il pubblico? Jorrit Kiewik, Executive Director dello Slow Food Youth Network e Ottavia Pieretto, della rete italiana dei giovani di Slow Food, ci guidano attraverso i fondamenti dello sviluppo di una campagna di advocacy di successo a livello internazionale e nazionale, fornendo esempi concreti di successi e sfide.

Connettiti qui per iscriverti all’evento e fruire del servizio di interpretariato.

Le mani in pasta: i corsi di cucina con le Cesarine

E come sempre le Cesarine, con un fiume di proposte di corsi online. Impara a cucinare le paste fresche regionali più famose della tradizione italiana con le Cesarine, prenotando una lezione di cucina online interattiva di gruppo. Vere e proprie custodi di un patrimonio enogastronomico sommerso, a dicembre le Cesarine aprono le porte delle loro case – fisicamente e virtualmente grazie ai canali online – per condividere e insegnare, a persone di tutto il mondo, le ricette locali tramandate di generazione in generazione nella propria famiglia, promuovendo un turismo enogastronomico responsabile e i prodotti tipici del territorio.

Scopri tutti i corsi di cucina in calendario e impara a realizzare tortelloni, cavatelli, trofie, farfalle e molti altri formati.

di Silvia Ceriani, info.eventi@slowfood.it