La doppia crisi degli invisibili

04 Novembre 2020

Oltre 400.000 irregolari, immigrati e italiani. Centottantamila i lavoratori “particolarmente vulnerabili” e “soggetti a fenomeni di sfruttamento e caporalato”.

Questi i numeri* che mostrano la fragilità e la forte ingiustizia che corre lungo tutta la filiera dell’agroalimentare italiano. A Nord come al Sud.

Una situazione resa ancora più ingiusta e precaria dall’aggravarsi dei numeri quando si tratta di donne, in particolare se migranti. Le donne subiscono paghe dimezzate rispetto ai colleghi maschi, ma stessi orari estenuanti. Come se non bastasse, «molte donne migranti vengono sfruttate come prostitute nelle campagne e nei ghetti»*. Una crisi doppia, contingente e strutturale.

CRISI SOCIALE E SANITARIA

Queste lavoratrici e lavoratori, schiacciati da sistemi finalizzati a minimizzare i costi di produzione del nostro cibo, sono ancora più esposti alla crisi sociale e sanitaria. Le loro condizioni di vita e di lavoro, troppo spesso senza alcun diritto, sono determinate da un sistema che toglie valore al cibo che consumiamo o che desideriamo trovare pronto sugli scaffali dei supermercati. Spesso ignari di come si sia arrivati a quel prezzo talmente basso che in realtà non coprono nemmeno i costi di produzione, figuriamoci se garantiscono il rispetto dei diritti dei lavoratori.

Per riflettere e trovare soluzioni comuni vi invitiamo a partecipare al panel La doppia crisi delle e degli invisibili: le distorsioni della filiera alimentare ai tempi del covid-19, domani 5 novembre alle 18 in diretta streaming, nell’ambito del Festival della partecipazione.

«Quella che raccontiamo» spiega Giorgia Canali del comitato esecutivo di Slow Food Italia «è una crisi doppia. A quella contingente generata dall’emergenza sanitaria si somma quella strutturale che caratterizza il lavoro in agricoltura e la filiera agroalimentare nel suo complesso. Proviamo a raccontare cosa c’è dietro il cibo che arriva sulle nostre tavole, guardando a tutta la filiera. Parliamo delle distorsioni denunciate dai ragazzi e dalle ragazze di Slow Food Youth Network Italia attraverso la campagna #dietacaporalatofree. E riflettiamosulle potenzialità di miglioramento».

UN’ANALISI CONDIVISA DELLA CRISI

Insieme a noi ci saranno altre organizzazioni e studiosi del tema. Con loro analizziamo la filiera agroalimentare, mettere in luce disuguaglianze e discriminazioni e provare a trovare soluzioni condivise.

Per parlare dell’impatto del Covid-19 sui lavoratori stranieri dei nostri campi:

  • Maria Carmela Macrì, ricercatrice Crea Politiche e Bioeconomia;
  • Grazia Moschetti di ActionAid presenta la situazione delle lavoratrici che si trovavano già in una condizione di fragilità e che in quelle situazioni hanno dovuto affrontare la crisi sanitaria;
  • Eleonora Cavallari di Terra!Onlus porta la battaglia per la regolarizzazione di questi lavoratori e per una filiera più equa;
  • Giorgia Giudice della rete dei giovani di Slow Food Italia (Slow Food Youth Network Italy) presenta la campagna nata dall’urgenza di denunciare le distorsioni della filiera e che ha coinvolto migliaia di giovani in Italia;
  • Giorgia Ceccarelli di Oxfam Italia approfondisce l’importante ruolo della Gdo in ottica di equità nella filiera;
  • Maria Elena Mililli, Coordinatrice Regionale Avviso Pubblico Emilia Romagna, analizza il potenziale ancora inespresso della legge 199/2016 e il lavoro da fare sulle filiere di qualità.

Puoi seguire la diretta sulla nostra pagina Facebook.

* Quinto rapporto “Agromafie e caporalato”, Osservatorio Placido Rizzotto – Flai Cgil

di Michela Marchi, info.eventi@slowfood.it

Se ti interessa l’argomento, ti segnaliamo anche: