Le città, ecosistemi del nostro millennio

11 Dicembre 2020

Fin da quando iniziammo a progettare Terra Madre nel 2019, impostando l’evento su quattro diversi ecosistemi, decidemmo che uno di essi dovevano essere gli spazi urbani, le terre e città.

Una scelta necessaria, visto che già oggi oltre la metà della popolazione mondiale vive nelle aree urbane, e che questa percentuale è destinata a crescere vertiginosamente. E visto il ruolo che le città possono assumere nel peggiorare o mitigare le attuali crisi che stiamo attraversando.

Se da un lato, infatti, gli ecosistemi urbani sono fra i principali responsabili della crisi climatica, dall’altro possono diventare le principali fucine per l’innovazione, sperimentando nuovi modelli di convivenza e sviluppo, promuovendo politiche integrate del cibo volte a mitigare gli effetti ambientali e orientare i consumi collettivi. Vorremmo città eque ed inclusive, dove la consapevolezza e l’informazione dei cittadini possono davvero fare la differenza.

Per sviluppare la nostra visione, abbiamo già organizzato molti appuntamenti. Abbiamo parlato di città edibili, di urban food forest, di mercati pubblici, e abbiamo dato spazio a sistemi territoriali specifici come Bergamo e il Piemonte, con un ovvio focus su Torino. Anche i prossimi giorni saranno molto caldi su questo fronte.

L’ecosistema Taranto

Taranto ecosistema urbano
ph. Puglia Press

Le radici nel mare

Il 18 dicembre, alle 17, il nostro invito è per la conferenza in streaming online Città che cambiano: l’esempio di Taranto. Tra i nostri ospiti, il sindaco Rinaldo Melucci, che mostra come dopo tutto il tempo passato a scavare il barile delle lamentele e delle scommesse mancate, Taranto oggi si sta invece ponendo come un esempio per tutte le città che vogliano iniziare un percorso virtuoso, ispirato da nuove idee e paradigmi.

Insieme al sindaco, ripercorriamo la storia di una città che per troppo tempo ha scommesso tutto sulla monocoltura industriale e che ora sta cercando uno sviluppo alternativo alla siderurgia recuperando radici diverse, che sono legate al porto, alla filiera mercantile, all’enogastronomia e alla mitilicoltura. Tutto questo ha un significato non solo economico e non solo ambientale: riguarda anche la ricostruzione del tessuto sociale su nuove basi. E sono questi i cardini della voglia di trasformazione e di un piano strategico lungimirante, che guarda all’orizzonte 2030.

Biodiversità e generatività

Taranto
Elaborazione grafica, Housatonic

Tra gli ospiti anche l’urbanista Elena Granata e l’economista Leonardo Becchetti, i cui interventi sono focalizzati sull’analisi dei termini biodiversità e generatività.

Quel che è importante per gli ecosistemi naturali, infatti, è ugualmente importante per gli spazi urbani: la cultura della biodiversità contribuisce alla resilienza delle città che sanno valorizzare le diverse componenti culturali, economiche, religiose, etniche. E che sanno puntare su risposte non lineari, razionali, per molti versi spiazzanti.

Dal canto suo, la generatività punta a fare sì che tutti possano avere opportunità di senso nelle proprie vite. È un’azione di trasformazione aperta al futuro, quello che vediamo in Taranto, oggi. E che vedono anche i capodogli e i delfini, che stanno facendo del Golfo di Taranto la propria casa.

Link per lo streaming online

Gli altri appuntamenti

Il Forum Città aperte comunità inclusive

Il 12 dicembre, alle 17 siete invitati a partecipare al Forum Città aperte, comunità inclusive. Qui metteremo a confronto le esperienze di diversi progetti e diverse parti del mondo. Da quanto sta facendo la Onlus Chi rom e… chi no nel cuore del quartiere di Scampia ai progetti educativi attivati in Croazia e Burkina Faso per costruire un tessuto sociale sempre più inclusivo.

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Il Forum sui sistemi di certificazione

Se poniamo al centro la necessità di informarci, e di ricevere informazioni attendibili, come cittadini, l’appuntamento da non mancare è il 15 dicembre, alle 10 e alle 17. Nelle due puntate del forumparleremo dei sistemi di certificazione partecipata.

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Food Wave: anche Torino cavalca l’onda

Torino torna alla ribalta il 16 dicembre alle 15, come protagonista del progetto Food Wave, che si propone di accrescere la conoscenza, la consapevolezza e l’impegno dei giovani su pratiche sostenibili di consumo e produzione di cibo al fine di mitigare gli effetti della crisi climatica. Il focus su questo tema è inteso in modo integrato. L’attivismo giovanile e di giovani influencer; la formazione e il coinvolgimento dei luoghi di aggregazione giovanile, anche periferici, della città attraverso tutti i linguaggi comunicativi (street art, musica e produzione cinematografica).

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