Gli ecosistemi: un nuovo (vecchio) modo di interpretare il mondo

25 Settembre 2020

È un’idea di Terra Madre Salone del Gusto che ha resistito all’esplosione della pandemia di Covid-19. E percorre tanti elementi del nuovo evento che parte l’8 di ottobre, per non arrestarsi mai fino ad aprile 2021.

Stiamo parlando degli ecosistemi, emblema della Nuova geografia che vogliamo descrivere in molti degli eventi online che stiamo preparando per voi, e che già fa capolino nel visual dell’evento.

NUOVE GEOGRAFIE E FUTURI POSSIBILI: UNA CONFERENZA ONLINE

Tra i molti eventi da seguire online, Terra Madre Salone del Gusto propone l’8 di ottobre alle 17 la conferenza Nuove geografie e futuri possibili, un dialogo fra il geografo Franco Farinelli, l’economista Paul Collier e l’analista di relazioni internazionali Virginie Raisson, moderati da Davide Papotti, docente di Geografia culturale presso l’Università di Parma.

Perché ragionare per ecosistemi? Perché è necessario anche per comprendere quello che è successo negli ultimi mesi, in cui l’attenzione mondiale è stata concentrata sulla crisi sanitaria della pandemia e su quella economica che sta colpendo il pianeta. Ma – ed è stato sottolineato da molte fonti, tra cui anche gli illustri di questa tavola rotonda –  la vera minaccia è anche la crisi ambientale, che funziona insieme da causa e da amplificatore delle altre due crisi. Quindi l’occasione della crisi pandemica ha mostrato un’accentuazione delle contraddizioni di un paradigma che è sempre stato basato nel XX secolo sulla crescita continua. Il problema, riguarda la tenuta dei sistemi ecologici, l’aumento delle diseguaglianze sociali a livello planetario, la costante perdita della biodiversità, del rispetto dei diritti umani, e anche la costante crescita della fame nel mondo… Sono tutti fenomeni che vanno letti in maniera interrelata.

Su questo argomento, e per ascoltare le parole degli esperti, seguiteci su questo canale l’8 ottobre alle 17, oppure sulla pagina Facebook di Slow Food Italia.

TERRE ALTE, TERRE D’ACQUA, TERRE BASSE, TERRE E CITTÀ: I QUATTRO FORUM TEMATICI SUGLI ECOSISTEMI

Gli ecosistemi sono anche il focus dei primi quattro forum tematici che abbiamo in programma (e che potrete seguire live, iscrivendovi – perché la capienza è limitata – e accedendo alle nostre stanze Zoom). L’iscrizione è obbligatoria: solo così, infatti, riceverete il link via mail per partecipare.

Nei forum i grandi ragionamenti si fanno concreti: attraverso il confronto con i delegati di Slow Food e Terra Madre possiamo percepire come i quattro macro-ecosistemi che abbiamo individuato presentino problematiche e soluzioni comuni. Ecco il dettaglio degli appuntamenti.

LA RIGENERAZIONE DEI TERRITORI: SEMI TRADIZIONALI E AGROECOLOGIA

Tra i diversi ecosistemi, il 9 ottobre vi aspettiamo alle 9 o alle 17:45 per parlare delle nostre Terre basse.

È, più di altri, l’ecosistema in cui si affrontano due sistemi di produzione nettamente contrapposti.

Da un lato, le monocolture e gli allevamenti intensivi; dall’altro le fattorie diversificate e di piccola scala. Numeri diversi, diverse pratiche produttive, diversi sistemi agricoli, economici e sociali. Molta di questa contrapposizione è evidente fin dalle radici dell’agricoltura, dal tema dei semi. Ogm e semi tradizionali rappresentano due idee antitetiche di intendere l’agricoltura, il reddito agricolo, la società stessa e l’ambiente. Un forum dedicato alla sostenibilità dei semi tradizionali che, secondo Slow Food, rappresentano uno dei sistemi per far fronte alla crisi climatica. Puntare sempre più sulla biodiversità esistente anziché lavorare sulle sementi transgeniche: questa è la nostra proposta.

Ne parliamo, come negli altri forum, con i delegati di tutto il mondo. Iscrivetevi all’evento, se siete interessati.

LA CURA DELLE TERRE ALTE, DAI TERRAZZAMENTI AGLI ANDENES PERUVIANI

L’11 ottobre, secondo i fusi orari, alle 9 e alle 17:30 ora italiana è previsto un forum relativo alla cura delle terre alte.

Negli ultimi decenni le Terre Alte sono state protagoniste di una vera e propria emoraggia. Lo spopolamento e l’abbandono ne hanno determinato il degrado, e non di rado fenomeni di dissesto idrogeologico.

In tutto il mondo, però, esistono numerosi esempi di buona gestione. Di cura, di amore. Sono molti i temi “sul piatto”: dall’agricoltura di montagna, che valorizza le varietà autoctone e ne fa una risorsa; alla capacità di custodire e tramandare tradizioni produttive e costruttive; alla resilienza umana, fatta di donne e uomini che di questi territori difficili si prendono cura, anche inventandosi nuove professioni.

ACQUA: BENE COMUNE

Sempre l’11 ottobre, ma alle 9 e alle 20:30 parliamo del bene comune fondamentale alla nostra sopravvivenza sul pianeta: l’acqua.

In molti paesi del mondo, l’acqua è diventata oggetto di guerre più o meno silenziose. Guerre che si verificano sia per l’acqua dolce sia per l’acqua salata (e le sue risorse), e tra i confini internazionali.

Gli esempi dell’esproprio o di conflitti sono numerosi: in Cile i fiumi sono privatizzati per offrire risorse idriche alle monocolture di avocado, ma poi anche il Nilo, riserva idrica di molti Paesi africani, il fiume Indo in Pakistan i cui affluenti nascono in India, il bacino fluviale del Giordano e molti altri ancora. In questo forum ci interroghiamo su molti argomenti: come garantire a tutti l’accesso a questa risorsa e come contrastarne la privatizzazione? Come tutelarla attraverso forme efficienti di governance e di gestione?

CITTÀ EDIBILI, CITTÀ DEL FUTURO

Group of gardeners tending to organic crops at community garden and picking up a basket full of fresh produce from their small business

Infine, il 12 ottobre, alle 9 e alle 18 entriamo in un ecosistema che – forse non ci sembra ancora così – ma lo è a tutti gli effetti: le città e il loro rapporto con le campagne, che può fare davvero la differenza per il nostro futuro.

Con Città edibili, città del futuro mostriamo come, il cibo, da sempre, abbia contribuito a modellare gli spazi urbani. Le città più antiche sono infatti nate in prossimità di importanti bacini produttivi, rappresentando un crocevia per i prodotti delle campagne circostanti. La loro conformazione nasceva proprio per favorire il rapporto con il mondo rurale, mantenendo in equilibrio il sistema produttivo con quello del consumo.

Le città, oggi, crescono a ritmi impressionanti. Nel 2007, per la prima volta, la popolazione urbana ha superato quella insediata nelle campagne, e oggi il 50% della popolazione mondiale vive nei centri urbani che occupano soltanto il 2% della superficie terrestre. Le città consumano la maggior parte delle risorse disponibili: non solo il 70 % del cibo prodotto a livello globale, ma anche suolo, acqua, aria e servizi. Le città sono le principali responsabili dell’attuale crisi climatica ma, ribaltando la prospettiva, possono essere anche le principali attrici del cambiamento, mettendo il cibo al centro delle proprie agende. Lo scambio di conoscenze e buone pratiche, spesso nate dal basso, è uno degli strumenti più efficaci per stimolare questo cambiamento.

Tutti i relatori e le esperienze che racconteremo sono online! Iscrivetevi.

di Silvia Ceriani, s.ceriani@slowfood.it

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