Il cioccolato sotto la Mole

17 Novembre 2020

«Dai Cri-cri, nel 1976, quanta strada abbiamo percorso. Ma sempre facendo un passo alla volta».

Alessandro Fioraso, della torinese Piemont Cioccolato, racconta la storia e i valori dell’azienda che suo padre ha acquistato 44 anni fa.

«Qualche volta sembra che, grazie alla tecnologia, le aziende possano diventare popolari e fiorire in pochi anni. Noi invece siamo partiti da zero, abbiamo fatto “le formichine”, cercando di costruire basi solide un passo dopo l’altro, non senza sacrifici». Alessandro Fioraso oggi ha 62 anni. Quel giorno del ’76, quando suo padre rilevò la Piemont Cioccolato di Torino (nata sotto la Mole Antonelliana nel 1948 e oggi affacciata su quel tratto di Po che lambisce la Riserva naturale del Meisiono e dell’Isolone), era appena maggiorenne.

«È stata una scommessa, ma ci ha dato grandi soddisfazioni» racconta. «Merito anche del nostro predecessore, un amico di mio padre che per un anno ci ha affiancati in questa nuova impresa. Quando abbiamo cominciato producevamo solo i Cri-cri: siamo partiti da lì», mentre oggi dal laboratorio escono anche dragées, gianduiotti, praline tartufate, gelées, tanto per dirne alcuni.

L’importanza delle bassine

«Non abbiamo mai voluto crescere al punto da adottare un impianto industriale» prosegue Fioraso, che ancora oggi guida l’azienda insieme ai due fratelli. «Manteniamo un approccio artigianale, con solide basi che ci consentono di affrontare la situazione di difficoltà che viviamo in questi mesi di crisi pandemica».

Tradizione e artigianalità richiedono materie prime d’eccellenza – ad esempio il cacao proveniente da Sud America e centro Africa; e le nocciole della varietà tonda gentile delle Langhe – e una lavorazione tramandata da decenni. Quella che richiede l’utilizzo delle bassine. «Immaginate delle grandi caldaie la cui forma assomiglia a quella di una betoniera. Lì si scioglie il cioccolato» prosegue Alessandro. «È una macchina vecchia quanto l’arte dolciaria e si presta a moltissime lavorazioni. Ricordo ancora quando ho iniziato questo mestiere: si faceva tutto a mano e, una volta che il cioccolato era sciolto, lo si raccoglieva col mestolo e lo si versava sulle nocciole. Adesso il meccanismo è un po’ più meccanizzato, ma delle bassine non si può fare a meno, così come della manodopera di qualità».

A Terra Madre Salone del Gusto 2020 perché…

Gianduiotto Piemont cioccolato

Per quale motivo Piemont Cioccolato abbiamo scelto, in un anno così complicato, di partecipare a Terra Madre Salone del Gusto? «Semplice: perché è un qualcosa di bellissimo, un evento che dà risalto alla qualità e alimenta un certo tipo di cultura. Ritengo sia importante che i valori che animano questa manifestazione arrivino alle persone. E, parlando di artigianalità made in Italy, credo che sia importante che tutto questo non si perda. Non c’è cosa più triste di vedere realtà storiche, attive da anni, senza giovani desiderosi di mandarle avanti».

di Marco Gritti, m.gritti@slowfood.it

Scopri il Marketplace di Terra Madre Salone del Gusto e visita l’azienda Piemont Cioccolato che oggi fa parte anche del progetto Maestri del Gusto di Torino e Provincia. Nelle vetrine virtuali puoi trovare una presentazione completa ed esaustiva dei produttori e conoscerli “quasi” dal vero. Visita anche il nostro e-commerce, sul quale è possibile acquistare i prodotti dei nostri espositori.