Il Covid-19: una lezione di vita – Fritjof Capra

04 Agosto 2020

“No volveremos a la normalidad porque la normalidad era el problema”, non torneremo alla normalità perché la normalità era il problema. Il mondo all’epoca di Covid-19.

Erano i giorni durissimi del lockdown, stavamo imparando a fare i conti con un nuovo “nemico” – anche se definirlo nemico e ricorrere al lessico di guerra è potenzialmente sbagliato.

Su un palazzo di Santiago Del Cile in una notte silenziosa all’inverosimile, come abbiamo imparato a conoscerne tante, si materializza questa enorme scritta luminosa, opera del collettivo artistico Delight Lab.

IL COVID-19 CI AIUTA A RIPENSARE AL NOSTRO MODELLO DI “SVILUPPO”

In quei giorni durissimi numerose si sono susseguite le riflessioni di economisti, filosofi, scrittori, artisti, tutti su cosa avremmo potuto fare, ma anche su cosa avremmo dovuto cambiare nel paradigma seguito sino a quel momento per invertire la rotta.

Perché a molti è stato chiaro da subito che quel “nemico” avesse un alleato importante: il genere umano stesso. Covid-19 non è successo per caso, e il suo emergere è intimamente legato ai nostri stili di vita. Al nostro impatto sul pianeta terra.

Tra gli altri, ce lo ha detto David Quammen in Spillover e nelle moltissime interviste rilasciate in questo periodo. «Che sia chiaro da subito. C’è una correlazione tra queste malattie che saltano fuori una dopo l’altra, e non si tratta di meri accidenti ma di conseguenze non volute di nostre azioni. Sono lo specchio di due crisi planetarie convergenti: una ecologica e una sanitaria. (…) Come fanno questi patogeni a compiere il salto dagli animali agli uomini e perché sembra che ciò avvenga con maggiore frequenza negli ultimi tempi? Per metterla nel modo più piano possibile: perché da un lato sembra che la devastazione ambientale causata dalla pressione della nostra specie sta creando nuove occasioni di contatto con i patogeni, e dall’altro la nostra tecnologia e i nostri modelli sociali contribuiscono a diffonderli in modo ancor più rapido e generalizzato».

Ce lo ha raccontato Yuval Noah Harari in un un articolo estremamente dettagliato pubblicato sul Financial Times e che si focalizza su grandi temi che la pandemia ha sollevato. La tecnologia, la sorveglianza, la privacy e la fiducia, la cooperazione globale e i nazionalismi. Lo ha fatto, pur non avendo il Covid-19 come protagonista, l’ultimo libro di Jared Diamond, Crisi – Come rinascono le nazioni. E come lui lo hanno fatto moltissimi altri interpreti del nostro tempo.

IL REGALO DI GAIA

Per questo motivo, abbiamo scelto di inaugurare le Food Talks, uno dei nuovi format di Terra Madre Salone del Gusto, con una riflessione di Fritjof Capra. E l’impostazione che dà alla propria riflessione sembra dubitare, come facciamo anche noi, di un’interpretazione troppo semplicistica secondo cui Covid-19 sarebbe il nemico.

Perché non è così. Perché quella che Gaia ci sta riservando non è una punizione, ma una lezione. «Con questa pandemia Gaia ci ha regalato una preziosa, provvidenziale lezione di vita. Ora si tratta di capire se avremo la saggezza e la volontà politica necessarie per farne tesoro. Saremo in grado di applicarla all’emergenza climatica? Riusciremo a passare da una crescita indifferenziata di tipo estrattivo a una crescita qualitativa di ordine rigenerativo? A coprire i nostri fabbisogni energetici sostituendo ai combustibili fossili delle fonti di energia rinnovabili? Riusciremo a frenare gli eccessi del turismo di massa per tentare piuttosto di rivitalizzare le comunità locali? A uscire da un sistema agricolo industriale centralizzato ad alto consumo di energia per iniziare a praticare un’agricoltura biologica attenta al rinnovo delle risorse e al benessere delle comunità?».

Ecco allora un quadro complessivo in cui l’uomo è dipinto sia come vittima sia come causa di quanto sta accadendo. E in cui lo scompenso non è solo sanitario, ma anche e soprattutto ecologico e sociale. Una riflessione – una in più e altissima – che ci invita a «un agire collettivo di orientamento cooperativo». Ad approcci di ordine etico e orientati al bene comune.

Forse ce la possiamo fare, come le tante storie di solidarietà che abbiamo raccontato in questi mesi ci insegnano.

di Silvia Ceriani, info.eventi@slowfood.it

Cover image di Basso Cannarsa.

Fritjof Capra è protagonista dei Food Talks, il nuovo format di Terra Madre Salone del Gusto. Dieci minuti in cui i nostri special guests fanno emergere pensieri e parole davanti alla camera, dipingendo un quadro collettivo del futuro che vogliamo. Ora potete vedere una pillola. L’episodio completo sarà rilasciato venerdì 9 ottobre, insieme alle altre puntate della serie.

Tag in questo articolo
Tag popolari