Il mercato di Terra Madre Salone del Gusto

Nell’edizione 2020 il mercato di Terra Madre Salone del Gusto presenta grandi novità, proponendo una nuova geografia che mette al centro gli ecosistemi e organizzando le possibilità di visita in percorsi omogenei, portando in secondo piano i confini politici per privilegiare gli elementi fisici, ecologici e culturali.

NUOVA GEOGRAFIA

Nel mercato, per la prima volta gli espositori italiani e internazionali si mescolano, proponendo una divisione degli spazi completamente diversa.

  • In Terre alte sono protagonisti i prodotti delle aree montane e collinari: i mieli di montagna e i formaggi da erba, ma anche i tuberi e le radici (dalle patate andine alle rape), i legumi e i cereali di montagna (i ceci, l’amaranto, il teff) e i pani prodotti in quota (con farina di segale, di farro), e ancora le erbe selvatiche, le castagne, le mele, l’agave dell’altopiano messicano, i caffè. Gli espositori delle regioni alpine europee dialogano con quelli delle aree andina e appenninica, dei Pirenei e del Caucaso, mostrando come i sistemi di gestione e cura del territorio (terrazzamenti, alpeggi, gli andenes in Perù, la milpa messicana) rappresentino un’opportunità per riattivare le economie di territori e una risposta a problematiche diffuse, quali lo spopolamento, il dissesto idrogeologico, la crisi delle produzioni agricole e della pastorizia.
  • In Terre d’acqua portiamo i progetti di pesca sostenibile – dal Mediterraneo ai Mari del Nord ai Caraibi – e per la tutela del mare, degli oceani e delle acque interne, ma anche i sali, gli oli, le alghe e, ovviamente, il riso che è la coltura acquatica più importante. Ad affiancare i risi delle pianure italiane, quelli dei terrazzamenti cinesi e filippini, oltre ai numerosi risi africani. Nel padiglione mettiamo al centro la riflessione sull’acqua e sugli oceani intesi come beni comuni a rischio e la necessità di tutelarli sviluppando aree protette, valorizzando il lavoro delle piccole comunità costiere e il ruolo dei paesaggi del Mediterraneo, ma anche mostrando come tutti dovremmo occuparci della loro salute, impegnandoci a non inquinare e a non sprecare risorse tanto preziose.
  • In Terre basse l’agroecologia è un’opportunità di rigenerazione, e viene proposta come soluzione al dilagare dell’agricoltura intensiva, alle monocolture, alla desertificazione e ai problemi connessi. Al tempo stesso, la riduzione del consumo di carne e la promozione di un allevamento sostenibile e attento al benessere animale sono l’alternativa che Slow Food propone agli allevamenti industriali e alla deforestazione. Il padiglione delle Terre basse coinvolge gli espositori di tutte le aree pianeggianti, dalla Pianura Padana alla Savana, dalle foreste pluviali alle grandi pianure americane.
  • Infine Terre e città è un ecosistema che non può mancare nella rappresentazione di Terra Madre Salone del Gusto, per il semplice fatto che oggi più della metà della popolazione mondiale vive in aree urbane e che questa percentuale è destinata ad aumentare ulteriormente. Se da un lato le città sono fra le principali responsabili della crisi climatica, dall’altro possono diventare le principali fucine per l’innovazione, sperimentando nuovi modelli di convivenza e sviluppo, promuovendo politiche integrate del cibo volte a mitigare gli effetti ambientali e orientare i consumi collettivi. In questa area coinvogliamo le smart cities, gli artigiani del cibo – panificatori, birrai, affinatori –, i promotori di buone pratiche e soluzioni tecnologiche per la sostenibilità ambientale e sociale.

Ecco, produttori italiani e internazionali si mescolano, e si fanno portatori delle soluzioni concrete applicate ai singoli ecosistemi, per renderli meno fragili e più resilienti. Di qui a inizio giugno, quando Terra Madre Salone del Gusto si svela in tutta la sua bellezza e ricchezza, vi invitiamo a scoprire le loro storie e le loro esperienze.