Il treno del cambiamento viaggia contro il glifosato

28 Luglio 2020

La straordinaria storia di una comunità che si è opposta al glifosato per un futuro felice.

Nel sud dell’Austria, nella bellissima Gailtal, una valle situata tra il Tirolo orientale e la Carinzia, sta succedendo una cosa meravigliosa. L’intera comunità locale ha deciso di mobilitarsi per dire no all’uso del glifosato e lo sta facendo letteralmente con le proprie mani.

Questa zona è un esempio di eccellenza e di rispetto delle proprie tradizioni e dei prodotti di qualità, ed è per questo motivo che l’associazione della chiocciola l’ha scelta come prima destinazione Slow Food Travel al mondo. Il Convivium Alpe Adria è molto attivo e, grazie al suo presidente Herwig Ertl, una vera e propria forza della natura, è riuscito a far capire a tutta la comunità l’importanza di lavorare insieme per garantire un futuro buono, pulito, giusto e sano per tutti.

LA SCOPERTA DEL GLIFOSATO E L’ATTIVISMO DI SLOW FOOD

La storia si svolge lungo la linea ferroviaria della valle Gailtal, inaugurata nel 1915 e dismessa nel 2016 perché non abbastanza proficua a livello commerciale. Almeno, non abbastanza fino a maggio 2020, quando una famiglia della zona ha notato movimenti sui binari della linea. Si trattava di un lungo treno con vari container carichi di glifosato che, hanno scoperto, sarebbe stato utilizzato per diserbare i binari, in modo da renderli di nuovo fruibili.

La comunità locale si era opposta fin da subito alla chiusura della linea ferroviaria nel 2016, quindi la notizia della riapertura non poteva che essere accolta nel migliore dei modi. Se solo non fosse stato per il contenuto dei container. Glifosato? Nella prima regione Slow Food Travel al mondo? Inaccettabile. Ecco perché il convivium Slow Food, capitanato da Herwig, ha deciso di prendere in mano la situazione e fare qualcosa per tutelare la comunità e la biodiversità del territorio.

Dopo un primo tentativo di accordo fallito con l’Associazione ferroviaria Gail Valley, il convivium ha deciso di promuovere una petizione contro l’uso del glifosato che in tre giorni ha raccolto quasi 4000 firme, scatenando un tam tam mediatico che ha fatto finire la storia su tutti i giornali e i telegiornali nazionali. La mobilitazione ha coinvolto tantissimi settori: dagli apicoltori ai contadini locali, dall’amministrazione locale ai membri di Slow Food. Questo ha permesso di fissare un incontro con la società austriaca che gestisce le ferrovie a livello nazionale e insieme si è deciso che non si sarebbe più utilizzato il glifosato, ma che si sarebbero cercate soluzioni alternative per rimettere in funzione la ferrovia. Vittoria!

UN’INTERA COMUNITÀ CON LE MANI NELLA TERRA

Certo, il glifosato sarebbe stata una scelta economica e veloce per risolvere il problema dell’inagibilità del tratto ferroviario, ma a quale costo? Mettendo a rischio il lavoro di centinaia di contadini, produttori e apicoltori che da anni si impegnano per fornire prodotti di qualità alla comunità locale? Ed è qui che è successa una cosa meravigliosa: la stessa comunità locale ha deciso di proteggere i suoi territori e non si è limitata a firmare la petizione, aspettando che altri risolvessero il problema. Questa incredibile comunità, che ha capito l’importanza di preservare le sue tradizioni e le sue persone, ha preso letteralmente in mano la situazione: giovani, famiglie, apicoltori, contadini, persone arrivate in treno a Hermagor hanno tolto le erbacce a mano lungo i 32 chilometri della tratta della ferrovia.

È andata così: ogni famiglia ha dedicato due ore del suo tempo per togliere le erbacce per un chilometro di ferrovia. Del resto bastano buone scarpe e guanti. Ma il risultato è indescrivibile: oltre a ripulire i binari senza l’uso del glifosato, si crea un senso di comunità ancora più forte, perché tutti lavorano per il bene comune, per difendere la natura e i produttori locali; tutte le persone coinvolte si sentono unite nell’aver fermato l’utilizzo del glifosato nella loro regione, che avrebbe distrutto molto di quello che tutti amano. A oggi sono stati ripuliti oltre 20 chilometri di ferrovia.   

LA NATURA È LA VERA RICCHEZZA

«Noi di Slow Food Alpe Adria siamo sempre andati oltre a quello che ci veniva richiesto di fare» dice Herwig. «Abbiamo aperto gli occhi a tutte quelle persone che non vedevano la ricchezza della loro regione. Se pensiamo che i soldi siano la nostra unica fonte di benessere, il nostro sarà sicuramente un futuro triste. Ma se riusciamo a capire che la nostra ricchezza è la natura della nostra regione, allora avremo un futuro felice e in salute».

«Siamo orgogliosi di aver fermato il glifosato, di aver permesso di continuare a produrre prodotti buoni e sani anche vicino ai binari del treno. Perché sappiamo che ognuno di noi ha diritto ad avere accesso a un cibo buono, pulito e giusto. E posso dire con soddisfazione che siamo una delle prime vallate al mondo che ha reagito con questo tipo di mobilitazione».

Molti giornali e televisioni continuano a riportare la notizia, sottolineando quanto questa iniziativa sia un esempio bellissimo di solidarietà e senso di comunità. Una comunità che si è unita per proteggere la sua natura, i suoi prodotti e i suoi produttori; una comunità che ha deciso di prendere in mano la situazione per cambiare quello che era già stato deciso a livelli più alti, una vera e propria Comunità del cambiamento. Complimenti a tutta la comunità per questa vittoria incredibile e per aver fatto vedere al resto del mondo la forza del cambiamento!

di Giulia Capaldi, g.capaldi@slowfood.it


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