Giovani produttori per la biodiversità – Lucia, Nicola e il vino santo

15 Ottobre 2020

«Mi chiamo Nicola Ceccarelli, ho 21 anni, quasi 22, e sono un produttore di vino santo. Sto finendo i miei studi di Viticoltura ed enologia all’Università di Perugia. Mi laureo a febbraio. In azienda mi occupo principalmente del punto di vista agricolo, aiuto a gestire la vigna insieme al papà e mi occupo di altri lavori di campagna».

«Io sono Lucia Ceccarelli mi sono laureata a ottobre in Beni culturali, indirizzo Storico artistico, e sto continuando la magistrale a Perugia in Storia dell’arte».

«In azienda aiuto principalmente al ristorante e all’agriturismo insieme a mia mamma, sto quindi a contatto con gli ospiti e questa parte del lavoro. Da ormai quasi un anno, per quanto riguarda il Presidio, cerco di dare una mano anche su questo aspetto».

LA PASSIONE PER IL MESTIERE

Lucia racconta: «Posso dire che, essendo sempre vissuti in questa realtà, e considerando che è qualcosa che hai sempre davanti, vedendo sempre cosa fanno i tuoi genitori indirettamente diventa una passione ed è quello che fa anche “sopportare” tutto l’impegno che c’è dietro. Penso sia normale e gratificante continuare aiutandoli».

«Da piccoli era una cosa che guardavamo in maniera più lontana. Mio padre è ormai parecchi anni che si è appassionato tantissimo a questo prodotto e ha puntato tanto sul fatto che potesse avere un valore storico, culturale e di tradizione della zona. Ci ha sempre raccontato che in passato ha ritrovato a casa nostra (che è una vecchia casa colonica) dei caratelli di vino santo che faceva mio nonno, il padre di mia madre. Ci è inciampato per caso, diciamo, mentre stavano mettendo a posto questi fondi, ha assaggiato quello che c’era dentro accorgendosi che era veramente un prodotto di eccellenza. Così piano piano si è interessato su come veniva fatto, quali uve venivano usate e quali procedimenti, e da lì ha anche ripreso a farlo».

Lucia e Nicola.

RICERCATORI DI VINO SANTO

Sulle tendenze di acquisto, è Nicola a raccontare: «Penso sia importante far scoprire questo prodotto in Italia, la storia nostra e di altri piccoli produttori come noi. Questi piccoli produttori hanno anche riscoperto il mondo del vino. Ci sono piccole realtà che stanno iniziando a impiantare vigneti per produrre vino, non solo il vino santo. Il Presidio è stato una svolta fondamentale, e ci sta dando una grande mano anche Slow Food».

«E stiamo ottenendo buone risposte. C’è sempre più la tendenza del mercato di andare a ricercare prodotti tradizionali che esprimano il territorio e la sua storia, lo riscontriamo quotidianamente anche nel nostro ristorante. Le persone vengono sia tramite la guida sia perché ci dicono che vanno a cercare prodotti particolari e con una storia dietro».

«Tuttavia, è un prodotto che ancora non si può vendere come vino santo per problemi di denominazione. Si può vendere sotto il nome di passito o vino bianco dolce, ma non è questo il nostro obbiettivo. Il nostro obbiettivo è venderlo con la denominazione di Vino Santo affumicato, non sarà semplice ma speriamo di arrivare a un punto di svolta».

IL VINO SANTO, ASPETTATIVE E PROGETTI FUTURI

Nicola: «Il contesto è cambiato perché ora c’è sempre più una ricerca della sostenibilità, che è un percorso che noi portiamo avanti da 15 anni essendo un’azienda biologica. Dal punto di vista dell’azienda, è da poco che abbiamo impiantato un nuovo vigneto e un nuovo uliveto, quindi le potenzialità sono tantissime e ancora poco sfruttate. Siamo in crescita perché io, mio padre, mia sorella e mia mamma ci lavoriamo insieme ed essendo ristorante, agriturismo e azienda agricola non è semplice gestirle tutte, ma con l’aiuto che stiamo dando adesso io e mia sorella ora si possono fare più cose e nuove progetti, ampliando le aspettative».

«A me piacerebbe molto iniziare a produrre vino non solo in maniera “hobbistica”. Ma neanche troppo in quantità, più per le metodologie, che vorrei siano più all’avanguardia e con un po’ di tecnica abbinata. Le idee sono tante e la voglia di fare pure quindi mancano solo le risorse».

Lucia replica: «Fondamentalmente credo che anche io porterò avanti l’azienda perché rappresenta gli sforzi della mia famiglia e della famiglia di mia madre, quindi penso sarebbe un peccato lasciare andare tutto quanto. Quindi oltre alla creazione di una cantina pensavamo anche, visto appunto i nuovi impianti recenti, di fare magari un frantoio per l’olio più avanti, ma come diceva Nicola sono tante idee e ci vuole tempo, ma la voglia c’è».

GIOVANI PRODUTTORI PER I 20 ANNI DELLA BIODIVERSITA’

Lucia e Nicola Ceccarelli saranno protagonisti insieme ad altri giovani produttori della conferenza 20 anni in nome della biodiversità. Seguila in streaming su questa pagina sabato 17 ottobre alle 11, in diretta da Nuvola Lavazza, collegandoti al link dell’evento.

Il 18 ottobre i festeggiamenti per la biodiversità proseguono con una giornata diffusa in tutta Italia. I Presìdi aprono le porte della propria azienda, e ti consentono di conoscerli.

Scopri tutti i Presìdi che hanno aderito alla giornata aperta, regione per regione!