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Slow Food Cuba: ripartiamo dalla solidarietà, l’intelligenza, l’unità

SARS-Cov-2 è ormai ovunque nel mondo, anche a Cuba, e ci è arrivato assai rapidamente. Ma altrettanto rapidamente, ovunque nel mondo le persone stanno cercando di attuare forme di resilienza e di sopravvivenza, che spesso vanno al di là della cura del male. E stanno cercando di trovare risposte a ciò che l’ha scatenato, analizzando anche le proprie responsabilità.

Lo zafferano di Jiloca: un tesoro riscoperto

Quella di José Antonio e della sua famiglia è una storia di speranza ed è un sogno: riportare alla luce la produzione locale di zafferano riprendendo a coltivarlo con amore là dove la produzione era cessata da oltre 40 anni. José Antonio Esteban Sánchez è il proprietario dell’azienda La Carrasca, una attività familiare che si concentra nella produzione di zafferano e di altri prodotti locali nel piccolo paese di Blancas, situato nella comarca di Jiloca all'interno della comunità autonoma dell'Aragona, in Spagna.

Rispetto degli animali e dell’ambiente: i formaggi che amiamo

Una è un'azienda del nord, l'altra del sud Italia. La prima è dedita alla produzione di formaggi vaccini, la seconda ai caprini. Una raccoglie il latte dalle ultime stalle rimaste della zona, l’altra alleva direttamente le sue capre. Entrambe saranno presenti a Terra Madre Salone del Gusto 2020. Ed entrambe lavorano con un unico obiettivo: produrre ottimi formaggi naturali nel rispetto degli animali e dell’ambiente che li ospita.

Il riso della Cordillera: sacro, biodiverso, indigeno

Il riso è uno degli alimenti più consumati al mondo: ogni anno sono prodotti circa 64 chili di riso pro capite, corrispondenti a circa un quinto delle calorie che consumiamo. Se tutti abbiamo una qualche familiarità con la diversità delle varietà di riso e i loro usi dobbiamo sapere però che la scala della biodiversità nella famiglia dei risi è davvero mozzafiato: l'International Rice Genebank filippina afferma di detenere oltre 130.000 cultivar.

Gli ecosistemi: una storia d’amore – Incontro con Andreas Weber

Gli ecosistemi non sono un concetto astratto: sono gli spazi che viviamo e quelli che ci circondano, vicini e lontani. Lo sono un lago, un orto, una foresta, un’oasi, per esempio, ma anche, naturalmente, le città che abitiamo. Ognuno di questi spazi ha le proprie specificità, le proprie unicità, definite dagli organismi viventi e non viventi che lo occupano e dagli scambi di materiali e di energia che intercorrono tra di loro. Ciò che rende uno spazio un ecosistema sono proprio questi scambi, che assicurano la prosecuzione della vita.

Una comunità di destino planetaria

Uno dei primi step nella comunicazione di Terra Madre Salone del Gusto è, da sempre, l’avvio della campagna sul progetto ospitalità che più di ogni altri rende manifesto il nostro essere parte di una comunità di destino planetaria. Per il lancio ufficiale, il 29 febbraio avevamo in programma un incontro con le Città di Terra Madre, successivamente posticipato al 14 marzo. Tuttavia, il decreto pubblicato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in merito al contenimento del virus COVID-19 ci vede costretti ad agire diversamente, trovando altri modi e sistemi per condividere le informazioni, e lavorare su uno dei progetti in cui crediamo maggiormente.

Il riso buono? È naturale!

«Per me è stato naturale, cinque anni fa, scegliere questo nome – Riso Buono – per il nostro prodotto, un riso che realizziamo in piccole quantità, e che è stato all'origine di un nuovo percorso, di consapevolezza e di vita». A parlare è Cristina Guidobono Cavalchini. Commercialista romana, impegnata nel settore immobiliare e giornalista economica nel centro di Roma e a Londra, nel cuore della City, fino a pochi anni fa non immaginava che la sua vita sarebbe stata completamente rivoluzionata… per merito (o "colpa") del suocero.

Our Food Our Planet Our Future – Tutto è interconnesso

Our Food Our Planet Our Future. L’equazione da cui parte il claim di Terra Madre Salone del Gusto 2020 è apparentemente semplice e identifica una catena di relazioni che dovrebbero essere chiare a tutti, anche se ancora troppe poche persone sembrano farci caso.

Relazione è tempo di cura

«Ho trovato una seconda madre, e Khadija ha trovato una nuova figlia. Il nostro è un legame forte, vero, siamo diventate l'una per l'altra un punto di riferimento. La relazione è tempo di cura». A parlare è Natalia Ferrazza, insegnante di diritto in un istituto tecnico professionale di Torino. Nel 2008 ha l'occasione di ascoltare un discorso di Carlo Petrini sul progetto ospitalità, e in famiglia danno la propria disponibilità.

Dal Burkina Faso al Machu Picchu al Monferrato, amiamo tutti la terra

Raffaella ospita i delegati di Terra Madre dal 2008: «È l’occasione per aprirsi al bello del mondo. Dal Burkina Faso al Machu Picchu al Monferrato, amiamo tutti la terra». Dal 2008, per una settimana all'anno, un paesino piemontese in cui vivono meno di 300 abitanti si popola di persone provenienti da ogni angolo del mondo, trasformando le colline del Monferrato in un crocevia di culture. Merito del Progetto ospitalità di Terra Madre, giunto quest'anno alla nona edizione.