Our Food Our Planet Our Future – Tutto è interconnesso

26 Febbraio 2020

Our Food Our Planet Our Future. Cibo, pianeta, futuro.

L’equazione da cui parte il claim di Terra Madre Salone del Gusto 2020 è apparentemente semplice e identifica una catena di relazioni che dovrebbero essere chiare a tutti, anche se ancora troppe poche persone sembrano farci caso.

Pane Aish Merahrah, Arca del Gusto, Egitto. Ph. Marco del Comune e Oliver Migliore

Queste relazioni ci dicono che, a seconda di come ci rapportiamo al nostro cibo – nel modo in cui lo produciamo, lo distribuiamo, lo scegliamo, lo consumiamo –, avremo impatti significativamente diversi sul nostro pianeta. E, a seconda del maggiore o minor peso di questi impatti, cambieranno significativamente gli scenari futuri.

Qualche anno fa, ci è capitato per le mani il libro esilarante Cosa accadrebbe se? – Risposte scientifiche a domande ipotetiche assurde, dove il fisico, programmatore e fumettista Randall Munroe rispondeva con un approccio scientifico alle domande più paradossali. La nostra preferita, anche per gli scenari pazzeschi a cui dava luogo era intitolata, semplicemente, “Saltiamo tutti insieme”. Cosa accadrebbe se tutti sulla Terra stessero il più vicini possibile e saltassero riatterrando sul terreno nel medesimo istante?

COSA ACCADREBBE SE…

Al di là delle ipotesi più sconclusionate, non sarebbe male se ci ponessimo domande di questo tipo sul nostro cibo, e provassimo a ragionare per paradossi (che poi, va detto, alcuni paradossi non si allontanano troppo dalla realtà).

Disegnando uno scenario tragico… Cosa accadrebbe se improvvisamente tutti iniziassimo a mangiare solo e soltanto cibi importati? Se nei nostri piatti mettessimo una sola tipologia di pesce o una sola specie animale e un solo taglio di carne? Se smettessimo di impegnarci per modificare le logiche degli allevamenti industriali, di lottare contro i pesticidi, di avere a cuore la salute delle api e degli impollinatori?

In positivo, invece… Cosa accadrebbe se mangiassimo tutti cibo locale, privo di imballaggi di plastica? Se rinunciassimo tutti a mangiare carne almeno una volta alla settimana? E se riducessimo della metà i nostri sprechi alimentari?

Purtroppo, il futuro del pianeta si sta sempre più indirizzando verso una strada che non dà troppe speranze, perché in molti – troppi – su questi SE si interrogano poco, e non si rendono conto degli enormi impatti ambientali e sociali del cibo che mangiamo. E non agiscono per modificare la rotta. Ci siamo disabituati alla buona pratica dello stabilire un nesso causa-effetto oppure, se lo facciamo, spesso ragioniamo in modo egoista, non rendendoci conto del fatto che una cattiva abitudine di un singolo (niente di trascendentale, pensiamo ad esempio a: mangiare carne tutti i giorni, due volte al giorno o ad acquistare cibi di plastica, avvolti in pellicole multistrato, inscatolati e portati a casa in “comode” shopper usa e getta), se applicata su scala mondiale può avere conseguenze devastanti.

Peperoncino Chiltepin, Arca del Gusto, Stati Uniti, Ph. Marco del Comune e Oliver Migliore

CIBO ED ECOSISTEMI

A Terra Madre Salone del Gusto 2020 questi scenari futuri proveremo a disegnarli, o meglio proveremo a raccontarvi come sia necessario incidere ora – perché di tempo ne abbiamo pochissimo – sul futuro che ci si prospetta, cercando di renderlo più (scusate il termine) roseo.

E proveremo a farlo prendendo in considerazione quattro ecosistemi – quattro luoghi fisici molto ampi e diversificati e l’insieme di tutte le condizioni fisiche e di tutti gli svariati organismi coesistenti all’interno dei loro confini –, interconnessi:

  • nelle Terre alte, dove la cura del territorio è vista come un’opportunità per riattivare le economie locali;
  • in Terre d’acqua, il cui benessere passa dalla constatazione che oceani, mari, acque interne e risorse idriche sono un bene comune;
  • con Terre basse, dove proponiamo un sistema di produzione pulito e contrapposto alle monocolture e agli allevamenti intensivi, che diventi simbolo di rigenerazione;
  • esplorando Terre e città, rappresentate come un ecosistema equo ed inclusivo, dove l’informazione e la consapevolezza dei cittadini possono fare la differenza.

Questi mondi saranno come una bussola, ci aiuteranno a ragionare su dove stiamo andando e a trovare i correttivi per costruire un futuro diverso.

Restate con noi, e leggete i nostri approfondimenti in merito! Sulla prossima newsletter inizieremo a raccontarvi i primi due ecosistemi.

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