Un viaggio nel mondo del caffè

Creato da Slow Food
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Tra gli elementi più presenti di questo Terra Madre c’è senza dubbio il caffè. Impariamo a conoscerlo grazie a molteplici espressioni. I tutorial video, le possibilità di degustazione a distanza, gli espositori del mercato.

Le proposte di Lavazza

Molte occasioni di scoperta ci sono date da Lavazza, partner di questa edizione digitale dell’evento. Potete addentrarvi nel mondo del caffè grazie a uno dei “Come si fa?” realizzati dall’azienda torinese. Scoprirete i segreti della cuccuma napoletana e vedrete come la bevanda chene risulta sia meno intensa di un caffè espresso o un caffè realizzato con la moka, ma possa dare risultati sorprendenti dal punto di vista dell’aromaticità. Oppure potete cimentarvi con tipi di preparazione alternativi, perché se gli elementi comuni sono sempre l’acqua e il caffè. Per il resto, le variazioni sono infinite. E vanno dall’origine del prodotto alle sue caratteristiche aromatiche al grado di tostatura alla macinatura. Fino ai metodi di preparazione. Mai sentito parlare di decozione, percolazione o infusione? E di cezve o ibrik, Chemex, V60? Che profilo aromatico vogliamo ottenere?

Non solo: il 22 aprile alle 18 Slow Food presenta insieme a Lavazza la Slow Food Coffee Coalition,una rete aperta che unisce tutti gli attori della filiera del caffè. Dagli agricoltori ai consumatori, dai baristi ai cuochi, sino alle aziende che pensano e agiscono in modo collaborativo verso un obiettivo comune: un caffè buono, pulito e giusto per tutti.

Gli espositori del mercato

I torrefattori in Italia

Il tour nel mondo del caffè si arricchisce poi grazie alla presenza di numerosi espositori, italiani e internazionali: dalle torrefazioni di Torino e del Piemonte, incluse nel progetto dei Maestri del Gusto di Torino e Provincia fino a Pausa Café che il cui prodotto proviene dalle cooperative di produttrici e produttori dei Presìdi internazionali di Slow Food in Centro America, importato direttamente a un prezzo equo ed è interamente tostato all’interno della casa circondariale Lorusso e Cutugno di Torino.

I prodotti internazionali

Nel mondo, vi portiamo alla scoperta del Presidio ugandese del caffè Nyasaland, coltivato tra i 1.260 e i 1.550 metri insieme a banani, manioca, zucche, fagioli, caffè di altre varietà come l’arabica Kilimanjaro, alberi da frutto e zenzero, e fertilizzato con il letame degli animali. Grandi alberi africani da ombra permettono di contenere la traspirazione di acqua e nutrono il suolo con le loro foglie, in un sistema perfettamente agroecologico.

Altre eccellenze che vi presentiamo sono il caffè Gayo indonesiano, introdotto per la prima volta negli anni Trenta dagli olandesi per soddisfare le richieste provenienti dal mercato europeo. Nel corso dei decenni il caffè è diventato sempre più importante per lo sviluppo economico della regione, fino a porsi uno dei suoi prodotti principali per l’aumento del consumo locale e della domanda internazionale. Arriva invece dalle Filippine l’Itogon Arabica Coffee che gli abitanti del luogo considerano una coltivazione propria e tradizionale, dal momento che si è adattato perfettamente alle condizioni delle colline di Itogon e che la maggior parte delle piante di caffè è un’eredità familiare dei genitori e dei nonni prima di loro.

Le macchine per caffè

Fondata nel 1969, Astoria è un’azienda italiana che pensa, disegna e produce macchine per caffè espresso professionali, destinate a soddisfare esperti ed appassionati in oltre 150 paesi nel mondo, grazie a una rete vendita internazionale capillare e sedi affiliate presenti negli Stati Uniti, Francia, Romania e Russia. Venite a conoscere Astoria, Gold Partner di Terra Madre, sul nostro Marketplace.

Il caffè di lupino

Vi proponiamo anche un prodotto particolare, che non è arabica né robusta… Il caffè di lupino di Anterivo ha una lunga tradizione in questo paese nei monti altoatesini. In passato usato come sostituto povero del caffè, gode ora di nuova vita come surrogato del caffè tostato professionalmente. Il suo gusto è unico e particolare grazie al fatto che viene prodotto esclusivamente dalla specie autoctona Lupinus pilosus.