Le pesche nel sacchetto: protette dai parassiti, naturalmente buone

20 Marzo 2021

Quando si pensa alla frutta siciliana le prime immagini che ci vengono in mente sono senza dubbio gli agrumi. Dalle arance tarocco ai limoni, dai mandarini ai lime. Poi pensiamo ad angurie e meloni, mandorle e fichi d’India. Ma le pesche? Sì, le pesche! E non pesche qualsiasi. Perché è delle pesche nel sacchetto che stiamo parlando…

Le pesche nel sacchetto sono un prodotto particolare, tanto da essere un Presidio Slow Food e un’Indicazione geografica protetta. Il loro nome non è affatto simbolico o figurato: la caratteristica di queste pesche, infatti, sono i sacchetti che le avvolgono quando sono ancora sull’albero!

Per saperne di più su questi alberi e sulle succose pesche che forniscono, abbiamo parlato con Giovanni Trovati, coordinatore del Presidio e titolare dell’azienda agricola Samperi di Leonforte, un paese collinare a 600 metri sul livello del mare nei Monti Erei della Sicilia centrale. Così in alto, che quando parliamo con Giovanni sta nevicando…

Ispirazione giapponese

Racconta Giovanni: «Queste terre appartengono alla mia famiglia da molto tempo. Fin dal 1600. I prodotti agricoli tradizionali di questa zona, oltre alle pesche, sono le olive, sia da olio che da tavola, e le fave. Ma solo negli anni Sessanta è comparsa a Leonforte questa usanza di legare i sacchetti intorno alle pesche quando sono ancora sull’albero. Non è successo dal niente, però. In Giappone, infatti, c’è una tradizione di imbustare le mele sugli alberi che risale a molto prima».

Non è esattamente diventata una pratica diffusa, però, e rimane limitata a una minuscola fetta della campagna siciliana. Continua Giovanni: «Sono appena 150 gli ettari, in totale, in cui si producono le pesche in sacchetto. E sono tutti nella zona di Leonforte. Samperi ne gestisce 22». Quindi, visto lo sforzo richiesto per imbustare singolarmente ogni pesca, la domanda naturale è: perché?

Le pesche nel sacchetto: protezione contro i parassiti. Senza prodotti chimici

«La risposta, molto semplicemente, è di proteggere i frutti. Principalmente dalla mosca mediterranea della frutta, un parassita vorace che altrimenti rappresenterebbe un grave rischio». Infatti, la Ceratitis capitata è ampiamente considerata uno dei parassiti della frutta più distruttivi al mondo. La soluzione normale sarebbe quella di spruzzare le proprie colture con pesticidi chimici. Ma a Samperi non avviene così, come spiega Giovanni: «Siamo un’azienda agricola biologica certificata, il che significa che non usiamo nulla del genere. Il sacchetto non protegge solo dalle mosche, ma anche dalle intemperie: possiamo avere grandine, forti temporali, persino la neve!».

Ma di cosa è fatto esattamente il sacchetto? Continua Giovanni: «È carta pergamena. Questo significa che c’è uno strato di cera sopra, così non marcisce, ma è anche abbastanza trasparente da permettere al contadino di vedere come stanno crescendo le pesche, a che punto sono. La carta lascia passare la luce e l’aria, naturalmente. Non funzionerebbe se impedisse il ciclo naturale di crescita della frutta. Mettiamo i sacchetti a giugno, quando i frutti sono ancora a mandorla, e li raccogliamo a settembre o ottobre quando sono completamente maturi. I contadini più anziani portano ancora una fetta d’arancia o di limone sul petto per mantenere le dita umide mentre li raccolgono».

Le mutevoli sabbie del commercio

Prima della pandemia, Samperi aveva numerose vie di business per Samperi: la vendita diretta ai clienti che visitavano l’azienda; i tour gastronomici in Sicilia che portavano milioni di turisti sull’isola ogni anno; e naturalmente i ristoranti. Con tutte queste vie temporaneamente chiuse, Samperi è stato costretto, come tanti, ad adattarsi ai tempi che cambiano rapidamente.

Commenta Giovanni: «Abbiamo dovuto cercare nuovi partner, ma non è facile, perché vogliamo avere a che fare solo con un certo tipo di distribuzione, attenta alla qualità, che lavora in un certo modo. Attraverso Slow Food e il Presidio abbiamo attivato un progetto con un supermercato tutto biologico presente in tutta Italia, NaturaSi. E grazie al nostro duro lavoro di marketing, siamo riusciti ad aumentare anche la vendita diretta online, a clienti di tutta Europa».

Le pesche nel sacchetto: un Presidio Slow Food e un’Indicazione geografica protetta

Le pesche nel sacchetto di Leonforte sono un’Indicazione geografica protetta (Igp) e sono un Presidio Slow Food. Entrambi i riconoscimenti sono volti a proteggere questo alimento unico. «Nonostante il riconoscimento di questo prodotto, ciò non ha impedito che le sue peculiarità fossero viste come problemi dai distributori e dai mediatori. Imbustare le pesche era visto come qualcosa di folle, qualcosa di non produttivo, ma questa è la logica della quantità sulla qualità. Con Slow Food questa logica è stata ribaltata, e quelle caratteristiche che erano viste negativamente dai grandi distributori sono state invece viste come un elemento di prestigio».

Mentre entrambe le categorizzazioni hanno un protocollo di produzione correlato, Giovanni spiega che far parte di un Presidio Slow Food comporta regole più stringenti, volte a essere un miglior garante della qualità: «Come produttori del Presidio ci impegniamo a non usare conservanti antiossidanti. Ci impegniamo a usare solo ricette naturali nei prodotti trasformati che facciamo con le pesche. Questo è un messaggio per il cliente, che può fidarsi di ciò che riceve da noi».

Pesche e vino

E cosa possiamo ottenere da Samperi, esattamente? Cosa fanno con queste insolite pesche dopo averle colte dagli alberi e averne tolto i sacchetti? Giovanni è particolarmente orgoglioso di una recente innovazione. «Ho creato un nuovo prodotto. Beh, in realtà ha anche una storia piuttosto lunga, ma il nostro è nuovo: le pesche nel vino Nero d’Avola; le pesche sono tutte sbucciate a mano prima di essere conservate nel vino. È perfetto per un giorno d’estate, anche con pesche fresche, per lasciarle riposare in un bicchiere di vino rosso. E non vediamo l’ora di poterlo fare insieme ai nostri amici, famiglie e clienti ancora una volta, e presto».

di Jack Coulton, info.eventi@slowfood.it

Samperi è presente tra le vetrine degli espositori di Terra Madre Salone del Gusto, insieme ad altri 600 produttori! POTETE TROVARE UNA SELEZIONE DI PRODOTTI DA ACQUISTARE, SUL NOSTRO E-Commerce ONLINE.