La rete migranti: dagli appuntamenti online alla costituzione di una nuova comunità

20 Dicembre 2020

Circa un mese fa, la rete di Slow Food – rete migranti, rete di Slow Food in Azione, rete delle “tradizionali” condotte – si è riunita per l’appuntamento online Comunità del pianeta: biodiversità, cibo e diritti.

Benché possa sembrare un po’ privo di senso tornarci su adesso, in realtà di senso ce n’è molto. Anche da un appuntamento in rete possono scaturire azioni che vanno ben oltre la sua portata.

Con il progetto rete migranti, Slow Food lavora per valorizzare i saperi di migranti provenienti da oltre 40 paesi al mondo. Migranti che, nei paesi di destinazione, si sono uniti alla rete Slow Food.

Slow Food in Azione per la rete migranti

Come precisa Barbara Nappini: «Nell’ambito del progetto Slow Food in Azione avevamo il dovere di trattare il tema della migrazione. Perché è crocevia dei temi che più ci stanno a cuore. Parlare di migranti nel 2020 significa attraversare e analizzare le molte crisi che viviamo: climatica, ambientale, alimentare, ovviamente sanitaria, sociale. Nella nostra narrazione abbiamo rimesso al centro la persona nella nostra narrazione. Per guardarla e ascoltarla con occhi e orecchie nuove; per consentirci la meraviglia di scoprire che l’incontro con l’altro non solo ci è possibile ma necessario».

Le narrazioni pericolose

La rete migranti protagonista a Slow Fish 2017

Sposiamo le parole della giornalista Cristina Giudici, protagonista dell’incontro e fondatrice di Nuove radici: «Il tema migranti spesso è protagonista di narrazioni pericolose. Le parole sono contorte e vengono usate con poca chiarezza; sono sbagliate; sono sovrastate da una polarizzazione politica che non fa capire a nessuno il significato di tante espressioni.

Dell’essere migranti, essere immigrati, essere nati qua, essere nuovi cittadini, dell’avere una cittadinanza attiva, dell’essere italiani senza cittadinanza, dell’avere una società multiculturale e interculturale. Oggi in Italia sono quasi tre milioni i figli dell’immigrazione, che non vengono mai valorizzati né mediaticamente né politicamente.

Cambiare narrazione e abbandonare la narrazione stereotipata che si è imposta negli anni nel giornalismo mainstream è oggi più necessario che mai. Per rendere protagonista una community e le persone che ne fanno parte e per proporre una visione alternativa alla narrazione emergenziale, che mette sempre al centro la questione della discriminazione. È necessario offrire un pensiero laterale, perché viviamo in una società complessa. È necessario demolire gli stereotipi».

Valorizzare le eccellenze

Continuare a parlare delle persone che hanno un background migratorio senza valorizzarne le eccellenze è sbagliato perché non dà conto di una situazione reale in cui di eccellenze ne stanno emergendo molte.

Eppure, in Italia, di eccellenze ce ne sono già molte. E molte gravitano intorno al mondo del cibo. Sono molte le cuoche e i cuochi che pur con un background migratorio sono emersi: faticando anche il doppio o il triplo, abbattendo barriere e pregiudizi. E soprattutto stanno trasformando il nostro paese.

Ne sono un esempio quanti hanno partecipato a Le ricette del dialogo, quanti hanno portato le loro esperienze nelle Libri viventi, quanti negli anni passati sono stati protagonisti del Migranti film festival.

Una nuova comunità nella rete Slow Food

La rete migranti protagonista a Cheese 2019

Dicevamo, all’inizio, che spesso un evento online trascende lo spazio che gli è riservato. Ecco, questo incontro ha già dato i primi risultati, perché ha portato alla nascita della comunità Slow Food Zagara (ad Agrigento, in Sicilia), per la valorizzazione della biodiversità multiculturale.

Del gruppo di coordinamento della comunità Zagara fanno parte Mareme Cisse, Martina Maurer, Safa Bessali, Abdoulie Jallow e Antonino Alfò. L’obiettivo della comunità è quello di contribuire alla costruzione di una comunità interattiva, multiculturale, aperta e solidale, nella consapevolezza che il cibo rappresenti uno degli elementi caratterizzanti della cultura dei popoli. Tutto nel rispetto delle biodiversità, dell’ambiente e della dignità delle persone e della loro cultura.

Ci piace salutarvi e darvi appuntamento al nuovo anno, allora, portandovi questa esperienza, e invitandovi, se volete, a riascoltare l’incontro Comunità del pianeta: biodiversità, cibo, diritti perché è proprio con questa consapevolezza, dell’essere comunità del pianeta, che ci ritroveremo nel 2021.

di Silvia Ceriani, info.eventi@slowfood.it