La Distilleria Pascale fu fondata da François Pascal, famosissimo alchimista francese, trasferitosi alla fine del 1700 nel Regno delle Due Sicilie, su richiesta di Carlo di Borbone, per curare le febbri, la malaria e le altre malattie che affliggevano l’esercito ed il  popolo.

La ricetta dell’attuale China Vesuvio era indicata in caso inappetenza, cattiva digestione e come antimalarico: fatta riscaldare era ottima per curare i primi stati febbrili. Visto il grande successo riscosso dall’elisir, Giuseppe Pascale, figlio di François, pensò di produrlo su larga scala, creando la distilleria che, tramandata da padre in figlio, vanta oggi oltre due secoli di prestigiosa attività.

Dal 1810 la Distilleria Pascale produce una  vasta gamma di liquori e grappe. Sempre nel rispetto della natura, della tradizione e della genuinità, continua l’attività di un’azienda che attraverso l’opera di cinque generazioni, costantemente si aggiorna e progredisce per soddisfare le richieste dalle clientela, offrendo dei prodotti  che racchiudono in sé qualità uniche sempre più  apprezzate.

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Via Ranieri, 1/3
80044 Ottaviano (NA)
Italia

Produciamo liquori e distillati in modo totalmente artigianale con materie prime di alta qualità. I nostri liquori sono prodotti con erbe e frutta. I  limoni sono di nostra produzione colti e lavorati in giornata. Le nostre regole sono chiare: nessun uso di chimica, coloranti, conservanti, aromi sintetici.

Tra gli altri rinomati prodotti, oggi anche l’assenzio: non solo un liquore, ma uno “stile di vita”.
Nessun liquore al mondo ha una storia romanzesca come l’assenzio: il successo folgorante e la damnatio memoriae; l’abuso prima nella nobiltà e poi tra le classi popolari; la fonte d’ispirazione delle passioni e dei versi dei poeti “maledetti” come Verlaine e Rimbaud e altri ancora; il periodo d’oro immortalato in quadri d’autore, musa ispiratrice di Touluse Lautrec… E poi, da un giorno all’altro, l’oblio.

Ma che cos’è esattamente l’assenzio e come è potuto tornare alla ribalta dopo essere stato dichiarato illegale in Svizzera, nel 1910, e successivamente in Francia, dal 1915 fino al 2011 e in Italia dal 1922 fino al 1998?

Ci viene da pensare che l’assenzio non sia solo un liquore, ma uno Stile di Vita. E in un momento storico di totale decadenza e incertezze come il 21°secolo, molto simile alla fine del 1800, l’assenzio sta ritornando a essere il liquore dei poeti, dei pensatori, di quelle persone colte che si adoperano a immaginare e creare un modo migliore. Magari un mondo come immaginava John Lennon: senza frontiere, senza religioni, senza inibizioni.

Storia, ricetta e proprietà
L’assenzio è un liquore ad alta gradazione alcolica (55 o 75°), di colore verde scuro, ottenuto dalla infusione di fiori e foglie dell’Artemisia absinthium e di altre 19 erbe aromatiche.

L’inventore del liquore d’assenzio è stato il medico francese Pierre Ordinaire, che trasferitosi a Couvet, in Svizzera, iniziò a testare le proprietà medicinali dell’Artemisia absinthium. Il liquore da lui creato (circa 60°di volume alcolico) era a base di assenzio, ma anche di anice, issopo, dittamo, acoro, melissa e svariate quantità di altre erbe comuni, e diventòben presto un elisir molto conosciuto.

Il liquore nasceva come un medicale ed era usato per combattere l’influenza, il raffreddore e altri virus aerei tipici dell’inverno; la sua forte gradazione e le sue capacità asettiche rilasciate dalle erbe, faceva sì che  ingerendolo in piccole quantità distruggevano i virus e i batteri presenti nella faringe. Veniva anche consigliato come digestivo dopo un abbondante e grasso pasto, per le sue capacità eupeptiche.

Il consumo dell’Assenzio o Fata Verde (Fée Verte, così veniva chiamato il liquore d’assenzio a quei tempi per la venatura più scura che compariva agitandolo) si diffuse rapidamente negli ambienti bohémienne artistici parigini, tanto ne trovaimo descrizioni o o immagini nei lavori di Van Gogh, Toulouse Lautrec, Oscar Wilde, Picasso e Hemingway.

Il liquore non veniva, di solito, bevuto assoluto come medicale, ma consumato dopo un rituale abbastanza elaborato: uno speciale cucchiaio bucherellato, contenente un cubetto di zucchero intriso di assenzio, era posto sopra un bicchiere dopodiché veniva dato fuoco e spento con dell’acqua ghiacciata versata sopra di esso sino a raggiungere un volume massimo pari a cinque volte quella del liquore.

Ultima modifica: 23 Gen 2021
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