L’Enoteca Regionale della Liguria nasce con lo scopo di valorizzare e promuovere i vini regionali, principalmente i vini DOP e IGP di tutta la Liguria, e con particolare riguardo per quelli ottenuti con metodi di agricoltura biologica e integrata:

GenovaGolfo del Tigullio, Val Polcevera, Colline del Genovesato

La Spezia: Colli di Luni, Cinque Terre, Colline di Levanto, Liguria di Levante

Savona: Riviera Ligure di Ponente, Colline Savonesi

Imperia: Riviera Ligure di Ponente, Ormeasco di Pornassio, Rossese di Dolceacqua, Terrazze dell’imperiese

Per assolvere al suo mandato, l’Enoteca Regionale della Liguria svolge attività di comunicazione e promozione dei prodotti di qualità in ambito regionale, nazionale e internazionale, anche attraverso:

  • attività di sensibilizzazione circa le produzioni di qualità: la loro conoscenza, diffusione, modalità e zone di produzione;
  • attività d’informazione e conoscenza, anche attraverso il confronto con altre realtà, prodotti e territori;
  • attività di promozione della produzione vitivinicola, agricola ed agroalimentare di qualità attraverso la realizzazione in proprio di workshop, incontri mirati ed educational tour;
  • attivazione di nuovi canali promozionali in Italia e in paesi europei ed extraeuropei attraverso la partecipazione a bandidedicati e/o la partecipazione a workshop, incontri mirati ed educational tour;
  • partecipazione a manifestazioni, incontri, fiere, mercati, degustazioni e quant’altro utile e necessario alla promozione, conoscenza e divulgazione delle produzioni di qualità.

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TEL: +39 0187 677406 / +39 334 8720155

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Via Vittorio Veneto, 2
19030 Castelnuovo Magra (SP)
Italia

VINO LIGURE DOP – Genova

Nell’area vitivinicola di Genova i vini sono riconducibili alle DOP: Val Polcevera e Golfo del Tigullio-Portofino, principalmente con l’utilizzo di Bianchetta Genovese, Vermentino, Scimiscià, Moscato e Ciliegiolo.

La zona geografica riferita al territorio della DOP Val Polcèvera ricade nella parte occidentale della provincia di Genova, comprendendo buona parte della città, con cui ha uno stretto legame storico culturale, e il suo entroterra; i vigneti sono situati per la maggior parte in collina e sono di superficie ridotta.  I vini si distinguono per il fatto di possedere buone acidità, colori vivaci, profumi delicati in prevalenza fruttati, sapidità al gusto. Tipologie: Bianco (Vermentino-Bianchetta), Bianchetta Genovese (min 85%), Vermentino  (min 85%), Coronata (Vermentino-Bianchetta), Rosso e rosato (Ciliegiolo-Dolcetto).

La zona geografica riferita al territorio della DOP Golfo del Tigullio – Portofino, ricade nella parte orientale della provincia di Genova e risulta molto vasta, comprendendo quasi tutti i comuni della provincia tranne Genova e qualche comune sovrastante la città stessa. I vini qui prodotti si distinguono per possedere acidità contenute, colori abbastanza intensi e vivaci, profumi delicati ma persistenti, gusto armonico. Tipologie: Bianco (Vermentino-Bianchetta), Bianchetta Genovese (min 85%), Vermentino  (min 85%), Scimiscià o Cimixa (min 85%), Moscato  (min 85%), Rosso e rosato (Ciliegiolo-Dolcetto), Ciliegiolo  (min 85%), Passito.

VINO LIGURE DOP – La Spezia

Nell’area vitivinicola di La Spezia i vini sono riconducibili alle DOP: Colli di Luni, Cinque Terre e Colline di Levanto, principalmente con l’utilizzo di Vermentino, Albarola, Bosco, Ciliegiolo e Sangiovese.

Colli di Luni, DOP interregionale tra Liguria e Toscana, prende il nome dal territorio dove una volta sorgeva la città di Luni, fondata dai Romani nel 177. I vini ottenuti in questa zona  sono di buona struttura, freschi ma morbidi nei bianchi, caldi e di buon corpo nei rossi. Tipologie: Bianco (Vermentino-Trebbiano), Vermentino (min 90%), Albarola (min 85%), Rosso (Sangiovese-Canaiolo-Pollera).

Il territorio della DOP Cinque Terre, patrimonio dell’UNESCO, è caratterizzato da vigneti terrazzati di piccole dimensioni, in alta collina, con pendenze fino al 50%, direttamente sul mare. I vini ottenuti in questa zona sono di buona sapidità e freschezza con profumi che ricordano il mare e il fiore di limone. Molto apprezzato per la sua unicità è lo Sciacchetrà, passito prodotto in piccole quantità. Tipologie: Bianco (Bosco-Vermentino-Albarola), Sciacchetrà e Sciacchetrà Riserva.

Con gli stessi vitigni e le stesse caratteristiche territoriali, nella DOP Colline di Levanto troviamo vini con profumi intensi, sapidi al palato e leggermente mandorlati sul finale. Tipologie: Bianco (Vermentino-Albarola-Bosco), Vermentino (min 85%), Rosso (Sangiovese-Ciliegiolo).

VINO LIGURE DOP – Savona

Nell’area vitivinicola di Savona i vini sono riconducibili alla DOP: Riviera Ligure di Ponente, principalmente con l’utilizzo di Pigato, Vermentino, Moscatello, Rossese e Granaccia.

Il territorio della DOP Riviera Ligure di Ponente ricade in 3 Province (Genova, Savona e Imperia); con vigneti situati nella fascia di terra collinare affacciata sul Mediterraneo e protetta a nord dalle ultime propaggini delle Alpi, in valli strette e pendii ripidi. Il commercio del vino della riviera ligure è certificato dai documenti relativi alla Repubblica di Genova, al commercio via mare con Nizza e Roma, e via terra con il resto d’Europa, di fatto, nelle zone di Imperia e Savona i vitigni Pigato, Rossese, Vermentino, Moscato e Granaccia si coltivano da secoli. 

Vitigni questi che ben rappresentano e caratterizzano la Liguria, da cui si ottengono vini bianchi dagli aromi mediterranei, rossi eleganti e di buona struttura, entrambi con un fortissimo legame con i territori di produzione. Tipologie: Pigato (min 95%), Moscato (min 100%), Vermentino (min 95%), Granaccia (min 90%), Rossese (min 95%). Il vitigno Rossese di riferimento in questa denominazione è quello di Campochiesa, la sottozona per il Moscatello è Taggia, la sottozona per la Granaccia è Quiliano.

Il Moscatello di Taggia, vino conosciuto ed apprezzato nelle maggiori corti europee e alla mensa dei Papi dal Medioevo al Rinascimento; quasi scomparso, dopo oltre 10 anni di ricerca, é di nuovo presente con questa denominazione e l’indicazione Moscatello per la sottozona Taggia.

VINO LIGURE DOP – Imperia

Nell’area vitivinicola di Imperia i vini sono riconducibili alle DOP: Riviera Ligure di Ponente, Rossese di Dolceacqua e Ormeasco di Pornassio, principalmente con l’utilizzo di Pigato, Vermentino, Moscatello, Rossese, Granaccia e Ormeasco.

La zona di riferimento della DOP Rossese di Dolceacqua ricade in provincia di Imperia, a Dolceacqua e comuni limitrofi. Il Rossese, vitigno autoctono non riscontrato in nessun’altra zona, ha un forte legame storico culturale con il territorio, da qui lo studio sulle nomeranze (menzioni geografiche) di riferimento per le aree di produzione. I vini si presentano fini ed eleganti. Tipologie: Rossese di Dolceacqua (min 95%), Rossese di Dolceacqua Superiore.

La zona di riferimento della DOP Ormeasco di Pornassio comprende parte dei comuni dell’alta Valle Arroscia, con vigneti situati per la maggior parte nell’entroterra in versanti terrazzati. L’Ormeasco da circa mille anni è attore della storia di questo territorio e i vini si distinguono per il fatto di possedere buone acidità, colori vivaci, profumi delicati, gusto armonico e persistente. Tipologie: Ormeasco di Pornassio (min 95%), Ormeasco di Pornassio Superiore, Ormeasco di Pornassio Sciac-trà.

Dai vitigni della DOP Riviera Ligure di Ponente si ottengono vini bianchi dagli aromi mediterranei, rossi eleganti e di buona struttura, entrambi con un fortissimo legame con i territori di produzione. Tipologie: Pigato (min 95%), Moscato (min 100%), Vermentino (min 95%), Granaccia (min 90%), Rossese (min 95%). Il vitigno Rossese di riferimento in questa denominazione è quello di Campochiesa, la sottozona per il Moscatello è Taggia, la sottozona per la Granaccia è Quiliano.

Il Moscatello di Taggia, vino conosciuto ed apprezzato nelle maggiori corti europee e alla mensa dei Papi dal Medioevo al Rinascimento; quasi scomparso, dopo oltre 10 anni di ricerca, é di nuovo presente con questa denominazione e l’indicazione Moscatello per la sottozona Taggia.

VINO IGP LIGURE 

Le IGP identificano zone di produzione più ampie rispetto alle DOP, consentono l’indicazione in etichetta dell’annata e/o del vitigno, hanno albo dei vigneti e regolamentazione più snella.

La zona di produzione dei vini IGP Liguria di Levante, comprende i terreni coltivati a vite situati nell’intero territorio della provincia della Spezia. Diverse le tipologie previste: Bianco, Rosso, Rosato e Passito, con possibilità di indicare il vitigno in etichetta (min 85% dello stesso):  Malvasia bianca lunga, Trebbiano toscano, Canaiolo, Ciliegiolo, Merlot, Pollera nera, Sangiovese, Sirah.

La zona di produzione dei vini IGP Colline del Genovesato, comprende il territorio amministrativo della provincia di Genova incluso nelle zone DOP: Riviera Ligure di ponente (ovvero il territorio dei Comuni di Arenzano e Cogoleto), Golfo del Tigullio e Val Polcèvera. I vini IGP Colline del Genovesato, con indicazione di uno dei vitigni: Granaccia o Pigato, devono essere ottenuti dai corrispondenti vitigni per almeno l’85%.

La zona di produzione delle uve per i vini IGP Colline Savonesi comprende l’area collinare del territorio amministrativo della provincia di Savona. L’IGP Colline Savonesi con la specificazione di uno dei seguenti vitigni: Alicante, qui chiamato Granaccia, Lumassina, anche indicato come Buzzetto o Mataosso,  è riservata ai vini ottenuti da uve provenienti per almeno l’85% dal corrispondente vitigno.

La zona di produzione  dei vini IGP Terrazze dell’Imperiese è l’intero territorio amministrativo della provincia di Imperia. Le operazioni di vinificazione, ivi compresi la frizzantatura e/o presa di spuma, nonché l’imbottigliamento e l’invecchiamento devono essere effettuate all’interno del territorio dei comuni della provincia di Imperia, con la sola deroga per le cantine storiche con sede in Savona. Nessuna indicazione del vitigno.

Territorio ligure

I fattori principali della viticoltura ligure sono connessi principalmente alla conformazione geomorfologica di questa regione e alla testardaggine dei suoi abitanti che hanno creduto e credono in lei.

Il connubio fra gli elementi ambientali e umani non solo determinano la limitata quantità, l’alta qualità e la presenza di numerosi vitigni autoctoni, ma fa anche sì che la viticoltura ligure sia oggi considerata di nicchia. E questo significa che riscuote curiosità e interesse nel mercato italiano, europeo, così come d’oltreoceano e nel resto del mondo, dove talvolta difficilmente è conosciuta la regione stessa. Di fatto non tutte le aziende, dato le dimensioni ridotte, riescono a esportare ma il lavoro che svolgono è vitale per questa terra.

Aver creduto e continuare a credere nei vitigni originari, indicati nelle denominazioni, ha ripagato i produttori, infatti in territorio ligure quasi non esistono vitigni internazionali, a dimostrazione del forte legame con la storia e la tradizione vitivinicola.

Molte le citazioni e le descrizioni di questa terra aspra, con strette valli, ripide colline, mille sfaccettature e scorci indimenticabili, borghi e castelli su quasi ogni colle, chiese e ville, mare che si vede da ogni dove, oliveti e vigneti: queste due coltivazioni sono parte integrante del territorio, che è stato modellato per ospitarle, creando i terrazzamenti con i muretti a secco, che ritroviamo un po’ ovunque.
Maggiormente conosciuti sono certamente quelli delle Cinque Terre, con gli appezzamenti a vigneto definiti dall’Unesco “Patrimonio mondiale dell’umanità”, poiché in questa zona le pendenze raggiungono vertigini tali che le piane si riducono nelle dimensioni e le vigne si tengono basse per ripararsi dal vento e dal sole, plasmando così le colline in un unico e spettacolare orizzonte tutt’uno col mare, di una bellezza mozzafiato.

Un lavoro gravoso mantenere un territorio così difficile, tant’è vero che secondo alcuni studiosi, tra i muretti a secco costruiti e quelli ricostruiti di anno in anno, in quei 15 kilometri di costa ligure, si sarebbe non eguagliato ma quadruplicato l’estensione della Muraglia Cinese. Lo spazio destinato ai vigneti è dunque limitato, con una viticoltura di collina, visto che sebbene nell’immaginario collettivo chi pensa alla Liguria pensa alle sue località marittime, questa regione è composta per il 65% da montagna e per il 35% da collina.

Spesso le colline e le montagne si innalzano direttamente dal mare e i depositi alluvionali di sabbia e ghiaia si sono sedimentati formando terreni che ben si adattano alla coltivazione della vite. Infatti i rilievi si alternano a numerose valli, dove sono spesso presenti corsi d’acqua caratterizzati da discrete pendenze e regimi torrentizi che convogliano detriti e le rendono fertili. Anche se da versante a versante differisce, si presenta con esposizioni prevalenti orientate verso est-sud est, altitudini che salgono dai circa 200 mt sul livello del mare nel levante, ai 300 nell’area della riviera di ponente, fino ai circa 500 mt s.l.m. della Val Polcevera, della zona di coltivazione dell’Ormeasco e del Rossese di Dolceacqua, raggiungendo quasi i 700 mt s.l.m. nell’areale delle Cinque Terre.

Qui le pendenze possono arrivare anche ad un 50%, pendenze che ritroviamo in tutta la Liguria, risultando un poco più attenuate nella zona di Luni. Sempre a levante si riscontra una vicinanza al mare maggiore, addirittura entro 4-5 km (Levanto e Cinque Terre), rispetto al ponente dove si risalgono le valli fino all’entroterra dell’alta Valle Arroscia, a circa 30 km dal mare.

Ultima modifica: 07 Mag 2021
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