Un tempo Palermo era il cuore della Conca d’Oro. La pianura che circonda la città fino alla metà del secolo scorso era un unico, grande giardino che accoglieva nel verde dei suoi agrumeti i viaggiatori che qui concludevano il Grand Tour: un luogo mitico, raccontato da poeti e scrittori, che andava da Villabate a Sferracavallo.

Nel periodo di massima estensione copriva circa 15 mila ettari di terreni intensamente coltivati. I giardini arrivavano fino a 250 metri sul livello del mare, trattenuti da muretti a secco: un complesso di canali, pozzi e pompe – a trazione animale prima, meccanica in seguito – garantiva il regolare approvvigionamento di acqua.

Oggi della Conca d’Oro è rimasto poco: negli ultimi cinquanta anni i terreni coltivati si sono ridotti quasi dell’80%, la città è dilagata e si costruisce ancora, con forti rischi di dissesto idrogeologico: i terrazzamenti dei giardini, infatti, fungono da baluardo contro la montagna che a ogni pioggia frana verso la pianura.
Anche l’equilibrio climatico della città è a rischio: le aree agricole coltivate ad agrumi costituiscono un polmone verde molto importante per garantire un giusto grado d’umidità e un arricchimento costante delle falde acquifere.

Ne è rimasta intatta ancora una porzione: sono le borgate di Ciaculli e di Croceverde Giardina, coltivate quasi totalmente a mandarini e dove, negli anni ’40, per una mutazione spontanea del mandarino avana, nacque una varietà nuova che maturava più tardi, da gennaio a marzo.

Un mandarino con pochissimi semi, dolcissimo, succoso e dalla buccia fine che si diffuse in modo rapido tra i coltivatori della zona. Il tardivo infatti è oggi la produzione più prestigiosa del consorzio che riunisce 65 piccoli coltivatori – proprietari complessivamente di circa 80 ettari – tutti quanti sostanzialmente biologici (il tardivo è resistente e non necessita di trattamenti particolari).

Le proprietà sono molto parcellizzate: dati i guadagni ridotti, il potenziale ricavo dato dalla vendita dei terreni oggi è ancora superiore al reddito agrario derivante dalla vendita degli agrumi. I coltivatori sono scoraggiati e di questo passo, entro dieci anni, potrebbero abbandonare gli agrumeti rimasti.

Contatti

TEL: +39 091 6301769 / +39 339 2614123 Giovanni D’Agati Referente dei produttori del Presidio

Info

Aree agricole limitrofe alla città di Palermo
Palermo (Pa)
Italia

Un progetto della città di Palermo, finanziato dalla Comunità Europea, ha creato un parco agricolo nell’area di Ciaculli e Croceverde Giardina. Sono stati posti vincoli all’attività edilizia e sono state messe a punto misure di incentivazione dell’agricoltura attraverso il finanziamento delle attività di promozione dei prodotti agricoli locali realizzate dal Consorzio “Il Tardivo di Ciaculli”.

Il Presidio si propone di dare continuità a questa azione. Tra le priorità: dare visibilità al consorzio che riunisce i piccoli coltivatori di mandarini e far conoscere questa varietà di indubbia qualità ma, soprattutto, salvaguardare quanto rimane degli splendidi giardini palermitani.

Il mandarino tardivo di Ciaculli è succoso e ha un alto tenore zuccherino, è quindi buonissimo fresco. Il Consorzio lo confeziona in cassette di legno e in scatole di cartoncino più piccole contrassegnate da un logo comune.
I pasticcieri e gelatieri siciliani lo utilizzano invece per una varietà di trasformati: granite, gelati, gelatine, spremute, liquori e, con l’aggiunta di un po’ di succo di limone, marmellate.

 

I 65 agrumicoltori sono riuniti nel:

Consorzio “Il Tardivo di Ciaculli”, Palermo, Corso dei Mille 1788, Tel. +39 091 6304260 / +39 339 2614123, dagati@tardivodiciaculli.it, tardivociaculli@gmail.comwww.tardivodiciaculli.net

Ultima modifica: 26 Ott 2021
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