L’obiettivo dell’iniziativa Mountain Partnership Products (MPP) è quello di rafforzare la resilienza delle comunità di montagna, delle loro economie e degli ecosistemi montani.
Attualmente opera in 8 paesi e comprende 20 prodotti.
 

MPP ha realizzato uno schema di certificazione ed etichettatura di filiere etiche e rispettose dell’ambiente, che promuove filiere locali corte, garantendo al contempo trasparenza e fiducia tra produttori e consumatori, equo compenso per i produttori primari, conservazione dell’agrobiodiversità e conservazione di tecniche agricole antiche. 

Quella di MPP è un’etichetta narrante che racconta la storia di ogni prodotto, consentendo ai consumatori di fare acquisti consapevoli, conoscendo l’origine dei prodotti, i metodi di produzione e conservazione, il valore nutrizionale e il ruolo dei prodotti nelle culture locali. 

L’iniziativa MPP ha creato la prima rete internazionale di sistemi di garanzia partecipativa (PGS) specifici per la montagna, impegnati a certificare i sistemi di coltivazione come etici, equi e biologici, come affermato nella Dichiarazione di Ranikhet per una rete globale di PGS di montagna pubblicata nell’aprile 2019. 

Dati e primi risultati dell’iniziativa  

  • 10 000 agricoltori coinvolti (60% donne) 
  • 13 organizzazioni di produttori 
  • 20 prodotti con l’etichetta narrante MPP 
  • 8 paesi coinvolti: Bolivia, India, Kirghizistan, Mongolia, Nepal, Panama, Perù e Filippine  
  • Aumento delle vendite fino al 49 per cento 
  • Aumento della produzione fino al 40 per cento 
  • Aumento del prezzo di vendita fino al 25 per cento 
  • Sviluppo di capacità sulle tecniche di produzione e sviluppo del prodotto  
  • Formazione sull’imprenditorialità e il marketing 
  • Conservazione dell’agrobiodiversità di montagna e delle antiche varietà di prodotti 
  • Nuove opportunità di mercato per le varietà indigene 
  • 4 paesi in arrivo: Guatemala, Lesotho, Papua Nuova Guinea e Rwanda 

Info

Mountain Partnership Secretariat UNFAO
Rome (RO)
Italia

Nel parco nazionale Serranía del Iñao in Bolivia, ai piedi della Cordillera Orientale, María Méndez raccoglie con cura il miele delle api meliponas, senza pungiglione. María lavora con circa 160 donne di tutte le età, unite in sei associazioni di produttrici in Monteagudo and Villa Vaca Guzman nella Provincia del Chaco.

María usa una siringa per estrarre delicatamente il miele, conosciuto per il suo sapore allo stesso tempo dolce e amaro, e per lo scuro colore ambrato.
Le donne sono le uniche responsabili del mantenimento di questa specie di ape così speciale e fragile. Le produttrici raccolgono miele per le loro famiglie e quello in eccedenza lo vendono per guadagnare qualcosa in più che sono libere di spendere come credono.

 

In prossimità delle sorgenti del fiume Gange, a 1.500 metri di altezza nel Kumaon Himalaya indiano, nello Stato dell’Uttarakhand, la produzione di camomilla contribuisce a migliorare il reddito di un crescente numero di famiglie guidate da donne.

Tulsi Devi, sua figlia Dhana e le altre donne del gruppo di auto-aiuto hanno sono state le prime a intraprendere la coltivazione della camomilla in queste montagne.

 

Le donne contadine nello Stato di Meghalaya nell’Himalaya indiano hanno trovato un obiettivo comune: ogni giorno si riuniscono per coltivare il prezioso riso “appiccicoso”  rosa e viola dei loro antenati, nelle risaie e nei jhum (un pezzo di terra che viene ripulito e utilizzato per coltivare colture per ripristinarne la fertilità). Le loro mani diventano una cosa sola, mentre raccolgono delicatamente il riso e insieme danno vita a un’armonia collettiva, una forma positiva e solidale dello stare insieme.

 

Damira, 61 anni, adora lavorare con le api nel suo villaggio, presso gli altipiani di At-Bashy, nella regione di Naryn nel Kirghizistan centrale. Raccoglie miele bianco a un’altitudine di 2.000 metri. Nella stagione calda, trascorre la maggior parte del suo tempo in montagna a prendersi cura del suo alveare, studiare e raccogliere piante. Le condizioni climatiche della regione di Naryn sono uniche – essendo lontano da aree urbane, l’aria e l’acqua sono pulite e le erbe selvatiche crescono liberamente.

 

Piccoli gruppi di donne in Kirghizistan vivono lungo quella che una volta era la Via della Seta – la rotta commerciale che ha permesso lo scambio culturale tra l’Asia e l’Europa per secoli. Nello spirito della tradizione, della storia e della cultura, queste donne di montagna creano sciarpe di seta adornate con decorazioni in feltro.

 

Sanjaya Tamang è nato nel villaggio di Gatlang nel distretto di Rasuwa, in Nepal,  ed è uno dei più giovani agricoltori e imprenditori agricoli della sua città natale. Situato a un’altitudine di oltre 2.200 metri a nord di Kathmandu, al confine con la Cina, Gatlang è un villaggio turistico e la casa dei Tamangs, una comunità indigena locale. Sanjaya continua la tradizione contadina che sua famiglia che ha praticato per secoli.

 

Lalita Rokaya è una contadina di 25 anni che vive nella valle di Sinja nel distretto di Jumla, una delle zone montuose più remote del Nepal. Vive lì con i suoi genitori e tre fratelli nel loro piccolo villaggio. Studia part time, ma trascorre la maggior parte del suo tempo ad allevare bestiame in alpeggio.

Lalita è cresciuta in una famiglia emarginata che ha affrontato l’insicurezza alimentare, l’analfabetismo e problemi di salute a causa della mancanza di reddito e della scarsa produzione del prodotto principalmente coltivato: i fagioli misti Jumla.

 

Encarnación e Maria Rodríguez gestiscono da più di 40 anni la  Finca Orgánica Maria y Chon, la loro piccola fattoria di famiglia sulle montagne di Santa Fe a Panama. Hanno un ettaro di terreno agricolo in cui crescono una varietà di piante, tra cui caffè Arabica. I turisti vengono a visitare la loro piccola fattoria e gustare il ricco caffè di montagna, che viene coltivato all’ombra degli alberi e che chiamano “Ceibal Coffee”.

 

I Barretos di Huari, Ancash, in Perù, conoscono molto bene l’Aguaymanto, o “mirtillo d’oro”, soprattutto perché ne ricavano una deliziosa marmellata.

Gabriel e Marina Barreto sono da poco tornati a coltivare in modo tradizionale e ancestrale l’Aguaymanto come fonte primaria del loro sostentamento. È una grande opportunità per la coppia, troppo vecchia per lavorare nelle miniere di rame, che sono la principale fonte di occupazione nella loro città, dove il 70% della popolazione vive in povertà. I frutti del raccolto della famiglia sono utilizzati per la creazione di Marmelada Aguaymanto, o confettura di mirtilli d’oro.

 

La polvere dorata della pianta di Maca porta salute, felicità e sicurezza alle comunità del Perù centrale delle Ande, oggi come un tempo. Nel coltivare questa pianta molto amata per le sue radici, i produttori di Maca seguono le tradizioni degli Inca – una delle maggiori civiltà precolombiane.

 

Ultima modifica: 23 Set 2021
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