Conosciuta anche come Tanganica, la Pecora rossa Masai è una razza autoctona allevata tradizionalmente dalla comunità Masai nell’Africa Orientale. Si può trovare nel Kenya meridionale, nella Tanzania settentrionale e in alcune aree dell’Uganda, nelle regioni aride e semi aride lungo la Great Rift Valley.

Si distingue per la coda grassa e la fitta peluria che la ricopre al posto della lana: il rosso è il colore più diffuso, ma si possono anche trovare capi marroni e, talvolta, con il manto pezzato. Le pecore sono di taglia relativamente grande, benché siano piuttosto tozze (l’altezza dei maschi è di appena 73 cm e il peso raggiunge i 45 kg, mentre le femmine sono alte in media 62 cm e arrivano a pesare 35 kg). Questa razza rustica è capace di sopravvivere a diversi parassiti locali (come l’Haemonchus contortus) e a lunghi periodi di siccità. Allevata allo stato brado principalmente per la carne, rappresenta un cibo importante per la sicurezza alimentare delle comunità.

I Masai aspettano che le pecore abbiano raggiunto almeno i 12 mesi prima di macellarle. La carne può essere arrostita o bollita e si consuma tutto l’anno, ma in particolare in occasione di cerimonie come matrimoni e iniziazioni. Secondo una credenza tradizionale, il dio della pioggia ha affidato il bestiame ai Masai quando Terra e Cielo si sono divisi e, sempre secondo la leggenda, la Pecora rossa Masai è stato il primo animale scelto dalla comunità per l’allevamento.

Info

P.O Box 25
20147 Mai Mahiu (Nakuru )
Kenya

La terra dei Masai, da diverso tempo, è oggetto di pressioni: strappata ai pastori, viene spesso ceduta ad altri gruppi o a investitori privati. I terreni destinati ai pascoli si riducono, la comunità indigena è costretta a spostarsi e spesso subisce atti di violenza. A questo si aggiungono le siccità ricorrenti, conseguenza del cambiamento climatico, e la fuga dei giovani verso le città. A partire dal 1970, inoltre, la politica agricola del paese ha promosso incroci della Pecora rossa Masai con la Dorper e altri ovini di importazione, per cui oggi è sempre più raro trovare capi di razza pura.

Salvare questa razza è fondamentale per preservare una risorsa genetica e per tutelare un animale resiliente, capace di sopravvivere alle malattie e alle conseguenze del cambiamento climatico.

Il Presidio è nato dalla collaborazione fra Slow Food e l’IFAD e ha, fra gli obiettivi, il rafforzamento della comunità Masai attraverso attività di formazione, assistenza tecnica, scambi di esperienze, creazione di sbocchi di mercato, con un’attenzione particolare all’inclusione delle donne e dei giovani.
La comunità Masai, inoltre, sarà coinvolta nelle attività nazionali e internazionale della rete Terra Madre Indigeni (una piattaforma per lo scambio e la condivisione di esperienze, che aiuta gli indigeni a lavorare insieme e trovare insieme soluzioni a problemi comuni).

Area di allevamento
Kenya meridionale, Tanzania settentrionale e alcune aree dell’Uganda, lungo la Great Rift Valley

Produttori
40 allevatori e allevatrici Masai di due comunità, una a Rosarian (contea di Nakuru) e una a Ol’Keri (contea di Narok)

Presidio sostenuto da
IFAD – International Fund for Agricultural Development

Ultima modifica: 25 Ott 2021
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