Nel 1953 la razza bovina Romagnola era diffusissima: c’erano mezzo milione di capi, allevati in un areale molto vasto, che dal Veneto, attraverso l’Emilia, arrivava fino alle Marche. Oggi ne sono rimasti circa 15.000. Una riduzione drastica, legata alla crisi generale dell’allevamento estensivo: in queste zone – e in particolare nelle terre romagnole – l’agricoltura ha infatti preferito puntare sulla frutticoltura e sulle produzioni intensive.

Eppure, la storia della razza Romagnola ha origini antichissime: probabilmente i suoi antenati arrivarono in Italia con i Longobardi o i Goti, attorno al IV secolo d.C..

Riconoscibile dal mantello grigio-chiaro tendente al bianco (in particolare nelle femmine) con sfumature grigie in diverse regioni del corpo, la Romagnola ha un notevole sviluppo muscolare e arti robusti. Ha inoltre corna nere ben sviluppate, a forma di lira nelle femmine e di mezza luna nei maschi. È considerato il bovino più resistente al clima tra le razze bianche: la sua adattabilità a terreni difficili lo rende un ottimo animale da pascolo che mal sopporta la stabulazione fissa.

Il latte è utilizzato soltanto per lo svezzamento dei vitelli, perché la Romagnola è una razza da carne: si macella tra gli 11 e i 18 mesi, quando ha raggiunto un peso di 6-700 chilogrammi.
I tagli migliori e in particolare le costate, ben grasse e sapide, possono benissimo reggere il confronto con la più celebre Chianina. Ottimo anche l’arrosto di fesa o di scamone preparato, secondo la tradizione romagnola, con abbondanti cipolle e una cottura quanto più lenta e delicata possibile.

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(FC)
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Date le caratteristiche di rusticità della razza, i capi rimasti vengono ancora allevati sui pascoli dell’Appennino romagnolo: ciò comporta per l’allevatore uno sforzo aggiuntivo, che spesso non è adeguatamente ripagato dal mercato.

Il Presidio ha stilato un disciplinare di allevamento e ha riunito un gruppo di allevatori, riuniti nell’associazione La Bianca romagnola, disposti ad avviare un progetto che si propone una completa tracciabilità della filiera.
Il metodo di allevamento tradizionale, che prevede nei mesi estivi il pascolo libero e l’alimentazione con prodotti esclusivamente naturali, garantisce una qualità superiore alle carni di Romagnola.

Area di produzione
Provincia di Forlì-Cesena.

 

Produttori

Il Boschetto, Premilcuore (Fc), Via Cantina di Sopra 1, tel. +39 339 8328061, lory.cucchi@alice.it, www.az-agr-boschetto.it

Emiliano Ceccarelli, Bagno di Romagna (Fc), Via Monteguidi Cardeto 34, tel. +39 0543 913049, cecca71@hotmail.com

Corte San Ruffillo, Dovadola FC, Via San Ruffillo 12, tel. +39 3283260351, laboratorio@cortesanruffillo.it

L’Eremo, San Godenzo (Fi), Località Eremo 58, sebula@lamiamail.net

Fattoria Castello, di Antonio Ravaioli, Predappio (Fc), Via Castello 32 – San Savino, tel. +39 347 4243435, fattoriacastello@icloud.com

Cesare Martini, Galeata (Fc), Via Pantano 70, tel. +39 339 2326385, info@aziendamartini.it, www.aziendamartini.it

Prato di Pietro Tassinari, Premilcuore (Fc), Via Roma 22, tel. +39 0543 956318, azagr.prato@libero.it

Vittoriano Sartori, Portico San Benedetto (Fc), Via Borgo all’Erta 4, sartori.vittoriano@libero.it

Zavoli, Saludecio (Rn), Via Pulzona 3678, tel. +39 338 6784019, az.agr.zavoli@gmail.com

Ultima modifica: 21 Ott 2021
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