Sono in pochi a conoscere il Montonico, ma la storia di questo vitigno è in realtà antica e importante; le prime fonti che ne parlano risalgono al 1600.

Fino agli anni Sessanta il Montonico era ampiamente diffuso in Abruzzo, ma da quella data in poi la sua area di coltivazione è andata sempre più restringendosi e oggi rimane presente prevalentemente nella zona di Bisenti e Cermignano, dove anche in passato ha avuto la maggiore estensione di coltivazione.
Si è adattato bene nei secoli all’areale a ridosso del Gran Sasso, cresce a un’altitudine che può superare anche i 500 metri sul livello del mare.

La piena maturazione avviene alla fine di ottobre e il pregio di questa uva è quello di resistere bene all’appassimento.  Tradizionalmente si mangiava fresca o passita e si trasformava in vino, vino frizzante, mosto cotto, vino cotto, passito, aceto, oltre a venire usato persino nella gastronomia dolciaria locale. Ha infatti rappresentato per secoli un’importante fonte di sostentamento e reddito per la popolazione di questa zona marginale posizionata alle pendici del Gran Sasso.

Francesca (Azienda Agricola Francesca Valente) e Matteo (Azienda Agricola Matteo Ciccone) hanno intrapreso un viaggio per il recupero e la salvaguardia di questo antico vitigno autoctono.

La valorizzazione e la ricerca continua della qualità sono le basi su cui poggia il loro progetto, nel rispetto e la tutela dell’ambiente circostante.

Info

Contrada Chioviano Primo
64033 Bisenti (TE)
Italia
uva montonico

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Uva Montonico

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Nel territorio di Bisenti la parola Montonico non indica una semplice uva, indica un’esperienza pervasiva che coinvolge tutta la famiglia e la comunità, di generazione in generazione.

Ultima modifica: 05 Mar 2021
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