Slow Food Cuba: ripartiamo dalla solidarietà, l’intelligenza, l’unità

SARS-Cov-2 è ormai ovunque nel mondo, anche a Cuba, e ci è arrivato assai rapidamente. Ma altrettanto rapidamente la specie umana sta cercando di attuare forme di resilienza e di sopravvivenza, che spesso vanno al di là della cura del male. E sta cercando di trovare risposte a ciò che l’ha scatenato, analizzando anche le proprie responsabilità.

Sul questo sito, mettiamo al centro la resilienza delle comunità di Slow Food e Terra Madre – per le quali, peraltro, la resilienza non costituisce una novità.

SIAMO SU UN NUOVO ASSE

Abbiamo ricevuto da Cuba una testimonianza bellissima, anzi una raccolta di azioni ed esperienze, ed è da loro che vogliamo iniziare, e dalle parole di Nélida Pérez, coordinatrice della comunicazione di Slow Food a Cuba.

«Il Coronavirus è stato una sorta di richiamo da parte dell’Universo. Ci ha posti su un nuovo asse, completamente inedito, che deve essere affrontato come umanità. Guerre, carestie e cambiamenti climatici non sono stati sufficienti per frenare l’impeto della distruzione, la cecità per il denaro, la follia e l’ambizione di dominio che ha portato l’uomo a distruggere il pianeta. Ora abbiamo questa sfida davanti a noi, ed è tempo di mettere in campo nuove forze e allo stesso tempo di impugnare nuove armi: la solidarietà, l’intelligenza e l’unità. Le stesse che sono state alla base della nostra Patria».

Vivere in modo sostenibile è possibile, e in questi giorni a Cuba è ancora più evidente. Se si parla di sopravvivenza e di sviluppo sostenibile, il popolo cubano ha molta esperienza, e lo dimostrano, in questi giorni di emergenza, le storie dei diversi membri delle comunità Slow Food a Cuba che, nelle parole di Madelaine Vázquez, leader locale del movimento: «Sono cose semplici, ma grandi».

GENEROSI E SOLIDALI

La comunità Frutas del Caney ha sviluppato seminari di formazione per incoraggiare la coltivazione biologica nei cortili, sui balconi e piccoli spazi e perfino per realizzare orti verticali con bottiglie di plastica riciclate. Altri percorsi formativi riguardano le tecniche di conservazione degli alimenti per avere una buona riserva alimentare in dispensa, e affrontare più agevolmente la quarantena. Non solo, grazie alle tecniche di conservazione, oggi, in molti hanno la possibilità di donare il loro cibo conservato, mettendolo a disposizione di chi non ne ha.

Conserve di frutta del Caney. Ph. Nilda Iglesias

Non è la prima volta che accade. La comunità Frutas del Caney ha già dato prova di generosità e solidarietà in altre situazioni eccezionali, ad esempio sostenendo la popolazione della regione di Baracoa colpita da un ciclone tropicale.

Oggi, molti membri della comunità stanno condividendo le loro ricette, e promuovendo la preparazione di conserve che possono essere realizzate e utilizzate durante la fase di isolamento sociale.

SI PUÒ SEMINARE ANCHE IN UNA BOTTIGLIA D’ACQUA

Mildred I. Obourke, comunicatrice della comunità Slow Food PlasSiga, è attiva nelle reti locali e in particolare nel suo gruppo Mildred MAS Alimentos Sanos, e ha voluto condividere con noi la sua esperienza.

La comunità Slow Food locale si sta mobilitando non solo per assistere i quartieri nella consegna o vendita di prodotti a un prezzo accessibile e giusto. Sta anche richiamando l’attenzione dei cubani sulla necessità di utilizzare tutte le conoscenze possibili, tutti i tipi di tecnologia per incoraggiare la semina domestica di qualsiasi tipo di cibo, piante medicinali e condimenti.

I frutti della passione del piccolo orto di Mildred I. Obourke

Le piccole aziende agricole hanno un potenziale enorme, e sono innumerevoli le cose che possiamo imparare a fare. Si può seminare anche in una bottiglia d’acqua, si possono cercare alternative per realizzare un piccolo orto verticale; nel cortile di casa, industriandosi un po’, si possono ottenere piante come aglio, coriandolo, peperoncino… Le recinzioni sono anche luoghi adatti allo sviluppo delle piante rampicanti.

Carlo Petrini, ha chiesto a tutti di avere una pianta nella propria casa e ha evidenziato come questa sia un’azione rivoluzionaria. Sono d’accordo, pur non avendo un grande orto, né grandi conoscenze. Tuttavia, ogni giorno il mio orto mi dà peperoncino ed erba cipollina per condire i miei piatti, e frutti della passione per i succhi. E inoltre, coriandolo, pomodorini, banane nane, menta e moringa che condivido con i vicini di casa. E spero che quest’anno il mio limone diventi finalmente produttivo.

A Cuba, c’è stato stato un tempo in cui l’agricoltura urbana, suburbana e familiare è esplosa, e i cortili coltivati proliferavano. Molti si sono dati una struttura e un’organizzazione, ma oggi tutto questo è rallentato un po’, e invece sarebbe necessario ripartire anche di qui, rendendo al contempo possibile l’accesso a fertilizzanti organici, a suoli più ricchi e alle esperienze di successo.

RIGENERAZIONE

Dal centro dell’isola, La Finca del Medio si distingue ora più che mai come uno degli esempi di resilienza da seguire, non solo come azienda agricola ecologica ma come comunità in generale. A proposito di ciò Leidy Casimiro dice: «Il nostro viaggio è partito quasi 30 anni fa da un terreno semideserto. Erano tutti emigrati in città o in altri paesi, e la nostra fattoria agonizzava per via di cattive pratiche convenzionali adottate fino a quel momento. Oggi, stiamo donando speranza a chi guarda alla nostra esperienza».

Finca del Medio, ph. Leidy Casimiro

Abbiamo iniziato letteralmente da zero, rigenerando i suoli, costruendoci i nostri attrezzi di lavoro, sperimentando e innovando in tecnologie appropriate per l’uso di fonti di energia rinnovabile. Il lavoro familiare è un grande punto di forza. Abbiamo sviluppato il progetto “La idea sobre la mesa”, mostrando il naturale sviluppo del cibo, dalla selezione del seme fino alla degustazione e facendoci portavoce di un nuovo pensiero agricolo che può essere visto, annusato, toccato e gustato, come in una galleria d’arte.

IL POTERE DI UNA RICETTA

E poi, nei giorni di isolamento, ci scaldano il cuore anche le ricette – non sottovalutiamone il valore – che un po’ in tutto il mondo stiamo condividendo sulle nostre pagine social. Ed è con i biscotti di Bertha Rivero che vi lasciamo, invitandovi a sperimentarli.

Tortine di frutta. Ph. Bertha Rivero.

Ingredienti

  • 2 tuorli d’uovo
  • 500 g di farina
  • 180 g di zucchero a velo (può essere polverizzato nel mixer)
  • 300 g di burro (può essere sostituito con una parte di burro e un’altra parte di olio, nel caso in cui non si abbia sufficiente burro a disposizione)
  • 2 cucchiai di latte
  • un pizzico di lievito in polvere

Procedimento

Lavorate il burro (o il mix di burro e olio) con lo zucchero, quindi incorporate i tuorli, mescolate e incorporate la farina, il latte e il lievito, fino a quando l’impasto non diventa omogeneo, liscio e arioso. Con l’aiuto di un cucchiaio sistemate i biscotti su una teglia un po’ unta, cospargeteli di farina e scuoteteli per rimuovere la farina in eccesso in modo che non si attacchino. Metteteli in forno a 180° per 8-10 minuti, o finché non sono leggermente dorati, non molto perché si asciugano e diventano molto duri. Toglieteli dal forno e raffreddateli (dopo il raffreddamento diventano più croccanti).

Questo articolo, che abbiamo parzialmente adattato, è a firma di Reiner Lopez, Comunidad de Crítica Culinaria y Periodismo Gastronómico de Cuba

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