Sotto il Vesuvio c’è un mondo di Presìdi

16 Novembre 2020

Fagiolo dente di morto di Acerra, papacella napoletana, pisello centogiorni, vecchie varietà di albicocche.

La storia dei Presìdi del Vesuvio, ospiti del mercato di Terra Madre Salone del Gusto, potrebbe essere riassunta in una sola parola: passione.

La passione che tiene sveglia notti intere Vera Verrone, imprenditrice edile innamorata del suo territorio con il pallino della tutela della biodiversità. «Nella vita faccio un altro lavoro, ho una quotidianità ricca di impegni. Ma l’amore per la mia terra cinque anni fa mi ha spinto a rilevare una piccola azienda; a dedicarmi insieme alla mia famiglia alla coltivazione del pisello centogiorni». È questo uno dei prodotti che fanno parte del gruppo di Presìdi del Vesuvio, ospiti del mercato di Terra Madre Salone del Gusto sia con una vetrina virtuale sia con uno spazio nel nuovo e-commerce.

Qui potrete trovare molti prodotti, tra cui la crema di baccello di pisello centogiorni, proposti anche al naturale, il nettare o la confettura extra di albicocche, la papaccella grigliata sott’olio o in agrodolce, oltre ai sacchetti di bianchissimi fagioli dente di morto che possono diventare i protagonisti di un’ottima zuppa.

Il pisello centogiorni

Il pisello centogiorni, Presidio Slow Food. Ph. Archivio Slow Food.

Nel territorio campano la tradizione della coltivazione del pisello centogiorni esiste fin dai tempi degli antichi Greci. È un legume che si contraddistingue per il suo gusto dolce e delicato ed è l’abbinamento perfetto per carni, la pasta e per il re della cucina campana: il baccalà. Oggi lo coltivano solo piccole aziende familiari perché si presta poco alla trasformazione richiesta dalle grandi industrie alimentari.

«Cinque anni fa, quando ho scelto di dare il mio contributo alla tutela della biodiversità della mia terra, ho incontrato molti produttori che nutrivano la mia stessa passione, e insieme abbiamo iniziato una ricerca sul vecchio seme del pisello centogiorni» racconta Vera. Oggi questi 18 produttori formano un’associazione e sono uniti sotto la stessa etichetta.

Vera racconta la storia della sua azienda, il legame con gli altri produttori, gli studi e la passione che alimentano le sue giornate. In ogni sua parola traspaiono la gioia e la soddisfazione per ogni conquista fatta in questi cinque anni nell’affermare il suo prodotto, nel riuscire a farlo conoscere e nel preservarne l’esistenza.

L’unione fa la forza

Il fagiolo dente di morto, Presidio Slow Food. Ph. Alberto Peroli.

«L’avere regalato un sorriso a quei produttori che ho conosciuto in questi anni e che ormai non credevano più nella coltivazione di questo prodotto, e il riuscire a tramandare questa tradizione sono per me motivi di orgoglio. Siamo delle realtà locali piccolissime, unite come una vera famiglia, tutti i nostri sforzi sono indirizzati quotidianamente alla difesa del territorio. Tutto quello che facciamo, lo facciamo con le nostre mani, come si faceva una volta».

Vera mantiene così le tradizioni che ha a cuore ma si reinventa, studiando ogni giorno nuovi modi per calare nell’attualità la storia e l’antichità di questo legume. Per questo oggi la sua azienda svolge il ruolo di apripista nelle tecniche di trasformazione del prodotto.

Fuori dal guscio

«Amo il contatto con i compratori, la possibilità di raccontargli dal vivo la nostra storia e la nostra passione. Ho al contempo la necessità di fare conoscere al maggior numero di persone possibili il pisello centogiorni campano. Per questo affianchiamo all’attività di produzione molte azioni di comunicazione e di promozione. Abbiamo iniziato a divulgare la conoscenza del nostro prodotto sui social, abbiamo scelto di essere presenti con uno spazio comune nell’e-commerce… E devo dire grazie anche a Slow Food e a Terra Madre Salone del Gusto se ora ci conoscono anche all’estero. Abbiamo dei clienti francesi affascinati dal nostro prodotto ma soprattutto dai valori etici che caratterizzano il nostro lavoro».

Il gruppo dei Presìdi del Vesuvio non rappresenta solo la bontà di prodotti biologici e di qualità. Si fa anche ambasciatore di valori, tradizioni, e della passione che tutti i produttori che ne fanno parte si impegnano a diffondere.

Il paniere vesuviano

La papacella napoletana, Presidio Slow Food. Ph. Antonello Carboni.

Chiediamo a Vera di raccontarci come procede il loro lavoro in questo periodo storico difficile. «È un momento che ci addolora moltissimo, è cambiato tutto anche per noi. Ma abbiamo cercato un modo per andare avanti e per stare vicini ai nostri clienti di sempre, anche senza la possibilità del contatto diretto. Abbiamo così inventato il paniere vesuviano: tutti noi del gruppo dei Presìdi del Vesuvio abbiamo lavorato in completa sinergia e abbiamo creato un paniere che raccogliesse una varietà dei nostri prodotti, con la possibilità di consegnarli a casa dei nostri clienti. È stato un successo! Ancora una volta la forza della condivisione di questa grande famiglia ci ha dato ragione. Insieme ci si sostiene e si va avanti anche nei momenti più bui».

di Carolina Meli, info.eventi@slowfood.it

Scopri il Marketplace di Terra Madre Salone del Gusto e visita le aziende dei Presìdi del Vesuvio. Nelle vetrine virtuali puoi trovare una presentazione completa ed esaustiva dei produttori, e potrai conoscerli “quasi” dal vero. Visita anche il nostro e-commerce, grazie al quale i produttori possono commercializzare una selezione dei loro prodotti.