Tag: Alleanza Slow Food dei cuochi

string(0) ""

Comunità per un futuro migliore, e diverso

In un momento storico come quello che stiamo attraversando è difficile immaginare i suoni, i colori, i profumi e l’intensità fisica di questa adunata che a ottobre dovrebbe tornare a riempire i padiglioni del Lingotto. Eppure, mai come adesso, questa rete, è viva e attiva, forte e compatta. Il distanziamento fisico che è ormai consuetudine a tutte le latitudini non può fermare la solidarietà, la determinazione e la militanza di chi ogni giorno lotta per cambiare un sistema alimentare che distrugge l’ambiente e genera esclusione e povertà.

Cuochi e contadini: insieme per progettare il futuro

I cuochi sono stati fra i più colpiti dalla crisi attuale, ma spesso anche fra quelli che hanno saputo trovare le risposte più convincenti. Ripartendo dalla terra, attivando la rete, mostrandosi solidali rispetto alle tante fragilità che il Covid-19 ha acuito. E mostrando una creatività non comune. Ecco cos'ha fatto Altin Prenga, anima di Slow Food Albania, e cuoco dell'Alleanza Slow Food.

Strategie solidali

Lentamente, in Italia, in questi giorni si sta programmando un graduale ritorno alla “normalità”. In molti è però ben chiara la consapevolezza che niente sarà più come prima. Molti comprendono che le strategie solidali messe in campo per affrontare la crisi sanitaria – sociale, economica e alimentare – continueranno a essere una risorsa anche in futuro.

Facciamo rete, perché la solidarietà è contagiosa

In questi giorni di lockdown la rete (internet) e i social si sono rivelati utilissimi alla rete (fisica) di produttori, cuochi e attivisti Slow Food, contribuendo ad alleviare il senso di distanza e di isolamento, e consentendo di attivare numerose iniziative di solidarietà. In tutto il mondo, sono molti gli esempi di vicinanza sia ai produttori sia ai soggetti più fragili, come le famiglie con difficoltà economiche e gli anziani.

La resilienza dei giorni sospesi

In questi giorni sospesi, la parola “resilienza” è molto utilizzata. Normalmente, se ne fa largo uso in ecologia e biologia, dove indica la capacità di un materiale di autoripararsi dopo un danno o di una comunità (o sistema ecologico) di ritornare al suo stato iniziale dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che l'ha allontanata da quello stato. Dopo aver inflitto molti danni agli ecosistemi – spesso contro il suo stesso interesse – ora è la specie umana che deve provare ad adottare una strategia di resilienza, misurandosi con la propria capacità di recupero e di ritornare a com’era prima di essere stata alterata. Anzi, visto che quel com’era per tanti versi non è giusto, potremmo pensare non a un ritorno allo status quo, ma a una vera e propria rifondazione, alla ricerca di un equilibrio più saggio e naturale.