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Cuochi e contadini: insieme per progettare il futuro

I cuochi sono stati fra i più colpiti dalla crisi attuale, ma spesso anche fra quelli che hanno saputo trovare le risposte più convincenti. Ripartendo dalla terra, attivando la rete, mostrandosi solidali rispetto alle tante fragilità che il Covid-19 ha acuito. E mostrando una creatività non comune. Ecco cos'ha fatto Altin Prenga, anima di Slow Food Albania, e cuoco dell'Alleanza Slow Food.

Facciamo rete, perché la solidarietà è contagiosa

In questi giorni di lockdown la rete (internet) e i social si sono rivelati utilissimi alla rete (fisica) di produttori, cuochi e attivisti Slow Food, contribuendo ad alleviare il senso di distanza e di isolamento, e consentendo di attivare numerose iniziative di solidarietà. In tutto il mondo, sono molti gli esempi di vicinanza sia ai produttori sia ai soggetti più fragili, come le famiglie con difficoltà economiche e gli anziani.

Quando una metropoli incontra le aree rurali

Si è citato spesso il nome di Wuhan, mentre quello di Wenzhou è rimasto un po’ più in ombra. Eppure, questa metropoli situata nella parte sudorientale della provincia di Zhejiang, ha il maggior numero di casi confermati al di fuori della provincia centrale di Hubei e da Wuhan, da cui dista circa 800 chilometri. Una metropoli e una provincia che hanno attraversato fasi storiche alterne, dall'estrema povertà alla ricchezza. Oggi, la provincia sta attivando nuove importanti scommesse, che mettono al centro la sua cultura rurale e tradizioni millenarie.

Un solo popolo che appartiene alla terra

Quando si parla di resilienza, molti degli esempi cui possiamo guardare riguardano il popolo indigeno, i cui stili di vita si sono sviluppati nel corso di migliaia di anni, dalla foresta pluviale amazzonica all’Artico siberiano. Perlopiù autosufficienti e distinti dalle società dominanti per lingua, credenze e atteggiamento verso la vita, i popoli indigeni sono fra le minoranze più vulnerabili del mondo. Nonostante le enormi differenze culturali e geografiche, condividono da una parte profondi legami con le terre ancestrali e dall’altra le persecuzioni inflitte dalle società dominanti in nome di un supposto progresso che spesso ha schiacciato interi popoli e le loro elaborate visioni del mondo.

La resilienza dei giorni sospesi

In questi giorni sospesi, la parola “resilienza” è molto utilizzata. Normalmente, se ne fa largo uso in ecologia e biologia, dove indica la capacità di un materiale di autoripararsi dopo un danno o di una comunità (o sistema ecologico) di ritornare al suo stato iniziale dopo essere stata sottoposta a una perturbazione che l'ha allontanata da quello stato. Dopo aver inflitto molti danni agli ecosistemi – spesso contro il suo stesso interesse – ora è la specie umana che deve provare ad adottare una strategia di resilienza, misurandosi con la propria capacità di recupero e di ritornare a com’era prima di essere stata alterata. Anzi, visto che quel com’era per tanti versi non è giusto, potremmo pensare non a un ritorno allo status quo, ma a una vera e propria rifondazione, alla ricerca di un equilibrio più saggio e naturale.

Lo zafferano di Jiloca: un tesoro riscoperto

Quella di José Antonio e della sua famiglia è una storia di speranza ed è un sogno: riportare alla luce la produzione locale di zafferano riprendendo a coltivarlo con amore là dove la produzione era cessata da oltre 40 anni. José Antonio Esteban Sánchez è il proprietario dell’azienda La Carrasca, una attività familiare che si concentra nella produzione di zafferano e di altri prodotti locali nel piccolo paese di Blancas, situato nella comarca di Jiloca all'interno della comunità autonoma dell'Aragona, in Spagna.

Gli ecosistemi: una storia d’amore – Incontro con Andreas Weber

Gli ecosistemi non sono un concetto astratto: sono gli spazi che viviamo e quelli che ci circondano, vicini e lontani. Lo sono un lago, un orto, una foresta, un’oasi, per esempio, ma anche, naturalmente, le città che abitiamo. Ognuno di questi spazi ha le proprie specificità, le proprie unicità, definite dagli organismi viventi e non viventi che lo occupano e dagli scambi di materiali e di energia che intercorrono tra di loro. Ciò che rende uno spazio un ecosistema sono proprio questi scambi, che assicurano la prosecuzione della vita.

Our Food Our Planet Our Future – Tutto è interconnesso

Our Food Our Planet Our Future. L’equazione da cui parte il claim di Terra Madre Salone del Gusto 2020 è apparentemente semplice e identifica una catena di relazioni che dovrebbero essere chiare a tutti, anche se ancora troppe poche persone sembrano farci caso.