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Nuovi itinerari e tradizioni rurali: un nuovo turismo è possibile

Sebbene sia difficile immaginare che alcune mete diventino, improvvisamente, interessanti per il turismo di massa, è vero però che in molti – più di prima – si sta attivando la curiosità per itinerari diversi. «L’area di nostro interesse è ampia e diversificata. In 100 chilometri passiamo dal Parmense, con Busseto e la Val di Taro, attraversiamo gli Appennini sul passo della Cisa, esploriamo la Lunigiana e la Garfagnana, fino alle coste toscane e liguri, da Viareggio fino a Lerici e Levanto».

Il pane del monte Mutria, simbolo di comunità

Con l’emergenza Covid-19 abbiamo lanciato l’iniziativa del “pane sospeso”, ma poi lo abbiamo chiamato “pane di tutti”, perché tutti potessero comprendere meglio quel che stavamo facendo. Con la chiusura delle attività di ristorazione, l’isolamento e l’acuirsi delle problematiche di accesso al cibo ci siamo ritrovati insieme. Chi procurava il grano, chi la legna, chi infornava. Tre volte alla settimana abbiamo sfornato il pane, e grazie al supporto del Comune e della Protezione civile, lo abbiamo portato in regalo nelle case di tutti i cusanesi.

Lunga vita ai mercati contadini!

Al momento, soltanto quello del Novale è un Mercato della Terra, ma i mercati contadini di cui si occupa la condotta di Slow Food Bologna sono tre. Il mercato del Novale sorge nel cuore del centro storico, l'ex Dazio opera invece in un contesto cittadino completamente diverso: il rione Corticella, nella zona nord della città, a 5 chilometri dalla cerchia muraria. Poi c’è ancora il mercato Le stagioni della salute, il più piccolo e – se vogliamo – il più complesso dei tre, all'interno del policlinico Sant'Orsola-Malpighi.

Le griottes di Carmiano, cantrici di tradizioni gastronomiche

Nell’Africa Occidentale il griot era – ed è – il poeta, cantore, musicista e attore depositario delle tradizioni degli avi. È il narratore per eccellenza. Le griottes di Carmiano, borgo salentino a una decina di chilometri da Lecce, non arrivano soltanto dall’Africa, e sono cantrici di tradizioni gastronomiche. Khadia è maliana, Bisharu somala, Abran ivoriana, Rita, Sandra ed Esther nigeriane, Ani e Armine sono armene. Non tutte erano esperte di cucina. Per questo hanno partecipato a un corso svoltosi nella scuola di cucina situata all’interno del parco di Magliano. Un'area di 5 ettari di verde che da marzo avrebbero dovuto essere messi a coltura. Se non fosse arrivato il Covid-19.

Un grande futuro ci attende

Come sarà il nostro futuro, nelle diverse fasi del post pandemia? Ce lo immaginiamo migliore o si acuirà ulteriormente il malessere dell’ambiente e delle persone più fragili? In Sicilia, a Catania, Mario Traina è un ex studente dell’Università di Scienze Gastronomiche. Nel 2019 ha dato vita alla Comunità educativa gastronomica etnea, un gruppo di persone che ha messo in rete studenti, insegnanti, produttori, cuochi, consumatori e istituzioni, protagonisti di numerose attività.

Rispetto degli animali e dell’ambiente: i formaggi che amiamo

Una è un'azienda del nord, l'altra del sud Italia. La prima è dedita alla produzione di formaggi vaccini, la seconda ai caprini. Una raccoglie il latte dalle ultime stalle rimaste della zona, l’altra alleva direttamente le sue capre. Entrambe saranno presenti a Terra Madre Salone del Gusto 2020. Ed entrambe lavorano con un unico obiettivo: produrre ottimi formaggi naturali nel rispetto degli animali e dell’ambiente che li ospita.

Il riso buono? È naturale!

«Per me è stato naturale, cinque anni fa, scegliere questo nome – Riso Buono – per il nostro prodotto, un riso che realizziamo in piccole quantità, e che è stato all'origine di un nuovo percorso, di consapevolezza e di vita». A parlare è Cristina Guidobono Cavalchini. Commercialista romana, impegnata nel settore immobiliare e giornalista economica nel centro di Roma e a Londra, nel cuore della City, fino a pochi anni fa non immaginava che la sua vita sarebbe stata completamente rivoluzionata… per merito (o "colpa") del suocero.