Terra Madre Salone del Gusto: un po’ di storia

Abbiamo fatto 13!

Tredici edizioni di un evento nato nel 1996 – quando si chiamava solo Salone del Gusto – e che di anno in anno è cambiato, sempre più profondamente, fino a diventare Terra Madre Salone del Gusto, la più grande manifestazione internazionale dedicata al cibo, all’ambiente e alle politiche alimentari.

ALLE ORIGINI

1996 – Nasce il Salone del Gusto a Torino nella ex-fabbrica del Lingotto. A 10 anni dalla sua fondazione, Slow Food Italia organizza un evento in cui lancia il progetto Arca del Gusto e sperimenta un innovativo format di educazione e promozione alimentare: i Laboratori del Gusto. È un’edizione ridotta nei numeri e negli spazi ma per la prima volta un evento fieristico si occupa, per vocazione, delle piccole produzioni agricole e alimentari.

1998 – Il Salone del Gusto sceglie la formula del mercato, l’incontro tra chi produce il cibo e chi lo consuma, e occupa l’intera area espositiva del Lingotto. Viene sancita la vocazione mondiale dell’evento, ospitando il Congresso Internazionale di Slow Food e i grandi nomi dell’enogastronomia: tra gli altri, Paul Pontallier del leggendario Château Margaux a Bordeaux, il leader mondiale degli homebrewer, Charlie Papazian, e un giovane e promettente cuoco catalano, Ferran Adrià. Nel Mercato vengono presentati i primi prodotti imbarcati sull’Arca del Gusto italiana. La visita dell’allora Presidente del Consiglio, Massimo D’Alema, costituisce un riconoscimento senza precedenti per il settore. È, quasi inatteso, boom di pubblico.

2000 – Debuttano nel Mercato i primi 90 Presìdi Slow Food italiani che danno il via ufficiale a uno dei progetti più importanti dell’associazione. La crescente affluenza di pubblico e di attenzione da parte dei media di tutto il mondo consacra l’evento come punto di riferimento irrinunciabile per l’enogastronomia di qualità. I giurati e i vincitori della prima edizione del Premio Slow Food per la biodiversità (celebrato a Bologna) visitano il Salone e lo “contaminano” irreversibilmente.

2002 – Si presentano i primi Presìdi Slow Food internazionali che testimoniano il carattere radicalmente glocal di Slow Food. L’educazione alimentare diventa lo scheletro di tutto il progetto Salone del Gusto: ogni appuntamento, degustazione o conferenza contribuisce a fare dell’evento la più grande “scuola del cibo” al mondo.

TERRA MADRE

2004 – La crescente diffusione planetaria di Slow Food e quattro edizioni del Premio per la biodiversità confluiscono in una nuova rivoluzionaria idea: nasce Terra Madre, l’incontro mondiale tra le comunità del cibo. Vi partecipano 5000 delegati da 130 Paesi in quella che viene ribattezzata “l’Onu dei contadini”. Il Principe Carlo d’Inghilterra chiude il meeting e visita il Salone del Gusto. Il boom mediatico della manifestazione supera i confini nazionali e raggiunge i cinque continenti.

2006 – Sono passati 10 anni dal primo Salone e Slow Food Italia compie 20 anni. L’evento è incentrato sulla nuova formula della qualità, buono, pulito e giusto, coniata da Carlo Petrini con l’omonimo libro uscito nel 2005. La seconda edizione di Terra Madre è inaugurata dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e apre a cuochi e docenti universitari, consolidandosi come rete permanente e ospitando quasi 7000 delegati. Viene lanciato il progetto eventi a ridotto impatto ambientale per realizzare un Salone sempre più “a basse emissioni” nelle edizioni a venire.

2008 – La settima edizione del Salone del Gusto stabilisce un nuovo record di visitatori (180.000) e rafforza il legame con Terra Madre. Il meeting si allarga ai giovani e ospita per la prima volta anche i musicisti delle comunità. Salone del Gusto e Terra Madre si propongono come un viaggio di andata e ritorno alle radici del cibo, al quale tutti (produttori e co-produttori) possono partecipare.

2010 – Tema dell’ottavo Salone Internazionale del Gusto è il rapporto tra cibo e territori che offre ai visitatori (200.000) un vero viaggio nel mondo. Terra Madre è incentrata su popoli indigeni e diversità culturale e continua a proporre piccole grandi soluzioni alla crisi globale. Il legame tra Slow Food e Terra Madre è sempre più forte: viene lanciata la campagna per la realizzazione di Mille orti in Africa, che coinvolge Comunità del cibo e Condotte Slow Food.

UN EVENTO UNICO

2012 – Salone del Gusto e Terra Madre diventano un evento unico, che parla dei cibi che cambiano il mondo. Il pubblico incontra i rappresentanti delle Comunità del cibo italiane e internazionali che animano il Mercato allestito nei tre padiglioni del Lingotto Fiere e all’Oval e tutti gli appuntamenti in programma. È l’edizione dei record: oltre 1000 espositori da più di 100 Paesi e 220.000 visitatori. Rivolgendosi ai 650 delegati da 95 Paesi del Congresso Internazionale di Slow Food, ospiti negli stessi giorni a Torino, Petrini lancia una nuova sfida: 10.000 prodotti da far salire sull’Arca del Gusto in tutto il mondo e 10.000 orti da costruire nel continente africano. Dopo 6 anni di ricerca e sperimentazione che hanno cambiato la struttura e il volto del Salone, si chiude il primo ciclo del progetto eventi a ridotto impatto ambientale con una riduzione complessiva dell’impatto del 65% rispetto all’edizione di riferimento del 2006.

2014 –  La decima edizione di Salone del Gusto e il decimo compleanno di Terra Madre: nel 2014 l’Arca del Gusto approda, fisicamente a Torino, con un campione di tutti i 2000 prodotti a bordo. L’attenzione è focalizzata come non mai sull’educazione alimentare e del gusto, con un intero padiglione del Lingotto dedicato a questi temi. Nuovi appuntamenti, come le Scuole di Cucina, fanno il loro debutto. Fortissima anche la presenza dei Presìdi: 180 dall’Italia e 120 da 50 altri paesi, mentre il Mercato ospitava 1200 espositori da oltre 100 paesi. 

2016 – Un’edizione unica e straordinaria di Terra Madre Salone del Gusto, che si tiene per la prima e finora unica volta all’aperto, in molti luoghi della città di Torino. Il grande parco centrale della città, Valentino, ospitava il mercato, mentre Piazza Castello e l’adiacente Via Roma ospitavano i Presìdi Slow Food (visitati anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’indomani dell’inaugurazione), l’Enoteca e numerose attività. Più di 7000 delegati della rete Terra Madre provenienti da ogni angolo del mondo e la più grande partecipazione di sempre del grande pubblico hanno reso questo momento indimenticabile sia nella vita di Slow Food sia per la città di Torino. Molti gli ospiti della conferenze del Teatro Carignano, tra cui José Bové, Marion Nestle, Gino Strada, Zerocalcare. Spettacolare la marcia dei delegati da tutto il mondo con i loro messaggi in Piazza Vittorio e lungo Via Po: loro sono giganti, noi siamo moltitudine è lo slogan con cui il popolo di Terra Madre afferma con forza il suo essere in opposizione alle regole imposte dalle multinazionali e dal mercato.

2018 – Una nuova e urgente attenzione tematica è stata al centro della dodicesima edizione: i cambiamenti climatici e il cibo visto come causa, vittima e potenziale soluzione alla crisi che sta affrontando il pianeta. La campagna Food for Change è stata il filo conduttore che ha riunito molte nuove attività, progetti e spazi tematici che hanno connotato il ritorno di Terra Madre Salone del Gusto al Lingotto: non solo i cluster tematici dedicati a Slow Meat, Slow Fish, Cibo e salute, Semi, e Api e insetti, ma anche fra gli altri il progetto Slow Travel, iniziato in Austria per poi propagarsi altrove. Durante l’evento è stato lanciato anche un nuovo modello per Slow Food, poiché l’organizzazione si sposta da un modello associativo verso una rete più inclusiva di comunità. Si mantiene la formula dell’evento diffuso in città grazie al programma del Terra Madre IN che includeva conferenze, cene, spettacoli teatrali, mostre, attività per le scuole e le famiglie. Tra gli ospiti, lo scrittore Amitav Ghosh e l’attivista politica Surita Narain, entrambi indiani, ambasciatori della crisi climatica e delle possibili soluzioni che possiamo trovare come collettività, mentre l’attrice Lella Costa e la cuoca e attivista Alice Waters si fanno portavoce delle questioni di genere e della necessità di dare potere alle donne: dal campo alla tavola.