Olio, raccontami una storia

22 Novembre 2020

La storia dell’azienda olivicola Le Terre di Grifonetto è la storia di una mamma e una figlia che decidono di trasformare l’azienda di famiglia in un sogno tutto al femminile.

In questa puntata dedicata al mercato di Terra Madre vi portiamo in Umbria, a Montemelino, un piccolo borgo adagiato su una collina di 347 metri di altitudine, da cui domina il torrente Caina e la strada che collega Chiusi e Perugia.

È qui che nel 2011 Francesca Cassano e sua figlia Angelica danno un volto nuovo all’azienda Terre di Grifonetto, dove da decenni la loro famiglia produceva olio extravergine d’oliva. Iniziano questa avventura con una missione: diffondere e far conoscere il loro prodotto, le sue proprietà organolettiche e benefiche, raccontare una storia.

Una lunga storia fatta di territorio, arte e cultura

Terre Grifonetto olio

La storia del loro territorio, dell’arte e della cultura italiana insieme al buon cibo che la rende unica in tutto il mondo. Ma insieme anche la storia di due donne che hanno un sogno in un ambiente ancora molto maschile, come quello dell’agricoltura. L’arte, la storia, la qualità dei prodotti e la natura dell’Umbria diventano così le parole chiave del loro racconto, progetto e missione di vita.

Francesca racconta: «Nel 2011 io e mi figlia diamo vita a una nuova immagine e un nuovo marchio per la nostra azienda. L’obiettivo è riuscire a delineare i confini e descrivere lo stile e il buon gusto italiano. Volevamo che il nostro olio extravergine d’oliva fosse incorniciato dalla narrazione del nostro territorio in tutte le sue sfaccettature».

Per questo motivo madre e figlia si buttano a capofitto nell’impresa, dedicando la massima cura alla materia prima, al loro lavoro artigianale di cui sono orgogliosissime. Ogni fase produttiva è seguita con grande attenzione: la coltivazione degli olivi (seguiti con amorevole cura soprattutto durante le delicate fasi della mignolatura, fioritura e allegagione); la raccolta (realizzata al momento giusto e con i metodi più opportuni, scelti in base alla tipologia e collocazione degli oliveti); lo stoccaggio e il trasporto, fino all’estrazione e l’imbottigliamento dell’olio.

Senza trascurare il packaging: deve essere innovativo e sostenibile e raccontare i loro valori.

L’attenzione per gli altri

Continua Francesca: «Quello che penso ci caratterizzi di più come piccola azienda artigianale è l’attenzione per gli altri. Quando interagiamo con i nostri clienti abbiamo sempre un approccio di condivisione e di attenzione ai desideri, le abitudini e le esigenze di chi ci troviamo di fronte. Siamo disposte a ogni tipo di personalizzazione richiesta, ci spendiamo in consigli, in racconti sul nostro progetto e sul nostro olio. Cerchiamo di vendere un prodotto che è in grado di arricchire la tavola e la cultura dei nostri clienti».

L’empatia è una delle doti di Francesca subito evidenti durante la nostra chiacchierata. Questa sensibilità femminile, unita alla sua determinazione, è apprezzata anche dalla clientela internazionale, che manifesta un immediato interesse per la qualità unica del loro prodotto. Oggi l’azienda Terre di Grifonetto esporta l’80% della sua produzione. Clienti principali sono i paesi europei seguiti dagli Stati Uniti.

La cultura dell’olio

Francesca ci racconta che si spende tantissimo per accrescere la consapevolezza e la conoscenza sull’olio extravergine d’oliva. Un prodotto spesso sottovalutato, non capito, di cui ancora non si riesce a comprendere appieno la qualità. Quando nel 2011 le due donne umbre fanno questa scommessa nella loro terra, sono circondate da diverse aziende già affermate nello stesso settore e scelgono così di puntare sull’innovazione e la divulgazione.

«Quando i nostri clienti vengono a trovarci in azienda, prepariamo sempre per loro una degustazione alla cieca. Gli facciamo assaggiare diversi tipi di olio, dalle diverse proprietà organolettiche: oli industriali e il nostro olio artigianale. È per noi un modo per dargli il benvenuto in questo mondo poco conosciuto, per dare loro gli strumenti utili a cogliere le differenze e scoprire la qualità».

Educare e innovare

Alla voglia di educare, si unisce quella di innovare, e di ampliare i confini, pur sempre con solide basi nelle tradizioni locali. «L’Umbria è una regione con una vasta produzione di olio da sempre. Per questo le massaie usavano l’olio al posto del burro nella realizzazione di moltissimi dolci. Abbiamo pensato di far conoscere queste tecniche affidandoci a piccoli produttori e artigiani che abbiamo selezionato con molta cura e con cui collaboriamo a stretto contatto. Oggi producono per noi biscotti, panettoni e cioccolati a base d’olio extravergine d’oliva».

Per far conoscere queste tradizioni e i loro prodotti, l’azienda attua le strategie più innovative per comunicare con i propri clienti. Conclude Francesca: «Il momento storico che stiamo vivendo ha stravolto totalmente non solo il nostro modo di vivere, ma anche il nostro lavoro. Io penso che la strategia vincente sia la reattività. La capacità di adattarsi e di non fermarsi mai trovando sempre nuove soluzioni, come noi donne da sempre sappiamo fare. È in questa occasione che per la prima volta Terre di Grifonetto partecipa a Terra Madre e pensiamo che questa nuova modalità sia fantastica, un’importante vetrina e opportunità per tutti noi».

Ѐ questa la speranza di cui nutrirsi. La speranza che un momento difficile come questo possa anche essere un’occasione di rinascita, di riscoperta delle tradizioni e di valorizzazione del ruolo femminile.

di Carolina Meli, info.eventi@slowfood.it

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