Trasformiamo il miele in idromele, con Jennifer Holmes

25 Agosto 2020

Il nostro ultimo come si fa ha per protagonista Jennifer Holmes, presidentessa della Florida State Beekeepers Association e corresponsabile di Slow Food Treasure Coast, che ci insegna a preparare una tradizionale bevanda alcolica a base di miele fermentato: l’idromele.

C’è stato un momento o un evento specifico in cui ti sei resa conto di voler diventare apicoltrice?

Sono sempre stata un’amante della natura e ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia piena di gioia. Sin da ragazza amavo onorare le nostre tradizioni di famiglia anche attraverso il cibo. Una volta cresciuta ho preso lezioni di apicoltura e subito ho capito che il mio legame con le api era forte e sarebbe stato duraturo: ho sentito la stessa gioia e connessione che da ragazza provavo con tutto ciò che era vivo. Ora non potrei immaginare la mia vita senza le api.

LE API DI JENNIFER HOLMES

Facci sognare: raccontaci della Treasure Coast, e della biodiversità che hanno a disposizione le tue api

Nella Treasure Coast, nel sud della Florida, possiamo godere di una ricca varietà di piante: il clima è caldo e umido, la vegetazione prospera. Ora, con la crisi climatica, crescono sempre più piante subtropicali e tropicali. A causa delle temperature molto alte, polline e nettare di salice e quercia sono disponibili già a fine gennaio. All’inizio della primavera le api hanno invece a disposizione molte varietà di palme mentre, d’estate, dove la sua disponibilità non viene ridotta dai diboscamenti, una delle fonti nettare preferite arriva dal palmetto (Serenoa repens). In tarda primavera possono godere del Gallberry (cespuglio sempreverde di agrifoglio). Il miele ricavato è censito dall’Arca del Gusto: rischia di sparire a causa dei diboscamenti dovuti all’edilizia. La sua sopravvivenza è inoltre minacciata dall’uso sistemico di pesticidi sulle piante he crescono intorno ai più preziosi pini.

Il cibo per le api lungo la Treasure Coast in Sud Florida. Ph. Jennifer Holmes

D’estate è il turno delle mangrovie, tanto che nel miele si sente la sapidità dell’acqua salmastra. Infine in autunno le api hanno si cibano del nettare di una specie invasiva: il pepe brasiliano. Poi ci sono molte fonti di nettare minori che sono importanti durante tutto l’anno, tra cui gli aghi spagnoli (Bidens alba della famiglia delle Asteraceae, conosciuto come aghi del pastore, aghi spagnoli o aghi a farfalla, ndt.), fonte di polline molto nutriente per le colonie di api in crescita. La nostra speranza è di poter rinvigorire la vegetazione autoctona in modo da non dover dipendere da specie invasive o dagli agrumi. Purtroppo al momento le quantità sono scarse e gli impollinatori hanno bisogno di maggiori nutrienti.

Come hai iniziato a fare l’idromele?

La fermentazione è uno dei miei grandi amori. Esattamente quanto cucinare, condividere e gustare il cibo. Conoscevo l’idromele già prima di diventare apicoltrice, ma non ne avevo un ricordo memorabile finché non ho iniziato a farlo. Sono rimasta molto colpita dal risultato ottenuto e ho potuto anche verificare che alcuni campioni miglioravano invecchiando. Ho iniziato a confrontarmi con altri produttori e sono diventata una degustatrice di miele. E così ho avuto l’occasione di assaggiare tanti e deliziosi idromele: esiste una grande varietà dovuta al miele, alle api, ai lieviti e naturalmente al metodo di preparazione.

SOGNI NEL CASSETTO

C’è un miele che non riesci a fare o non hai a disposizione con cui vorresti preparare il tuo idromele?

Userei tutto! L’unico miele che non userei è quello cattivo o già fermentato. Ci sono mieli ad alta umidità che tendono a fermentare rapidamente e in tanti provano a salvarlo facendo l’idromele. Di solito il risultato non è ottimale. Vorrei però incoraggiare chiunque a provare a fare l’idromele, soprattutto se il miele ha un buon aroma e sapore. Se potessi, mi piacerebbe fare una partita di idromele con un po’ di miele di Ling Heather (erica ling Calluna vulgaris): è miele unico, con un bel bouquet di rosa e un sapore inconfondibile. E mi piacerebbe provare a usare il miele dell’ape mandaçaia brasiliana. Ho avuto la fortuna di assaggiarlo durante Terra Madre 2018: è da allora che lo sogno.

Jennifer Holmes che lavora con le sue api. Ph. Jennifer Holmes

Che consigli daresti a chi vuole avventurarsi in cucina ma non sa da dove iniziare?

Via la paura! Se il primo risultato non è perfetto, la soddisfazione di aver provato e il piacere della scoperta sarà maggiore della delusione di non aver raggiunto subito la meta. Trovate altre persone che hanno il vostro interesse, sarà più divertente fare la spesa e meno oneroso. Utilizzate ciò che è abbondante nella vostra zona. Cercate vecchie ricette di famiglia, un bel modo per tramandare le tradizioni.

Che cosa significano per te Slow Food e Terra Madre?

Moltissimo. Rispecchiano la mia passione per il cibo, per le persone, per la cultura. Slow Food vuol dire equità per tutti, una vita ricca di storie, di scoperte, di condivisione, di sapori. E ci riguarda tutti: il modo in cui ci relazioniamo, come lavoriamo insieme. Proprio come le api Slow Food lavora per il bene degli altri e di tutta la vita sul pianeta. Io ci credo davvero. Terra Madre è un modo di vivere ciò che Slow Food insegna, mentre si cresce e ci si sostiene a vicenda. L’esperienza di incontrare persone che arrivano da tutto il mondo, che hanno in comune lo stesso valore attribuito alla vita, a tutte le forme di vita, le interazioni, le relazioni, la condivisione delle tradizioni, è e continuerà a essere una parte importante e positiva di me. Auguro a tutti l’opportunità di vivere Terra Madre, e io sono entusiasta di poterla condividere e raccontare a chiunque io abbia il piacere di incontrare.

di Jack Coulton, info.eventi@slowfood.it

Jennifer Holmes è protagonista di una puntata dei Come si fa?, un nuovo format di Terra Madre Salone del Gusto 2020 dedicato ai lavori legati al cibo, alle tecniche di cottura e alle ricette. La puntata completa uscirà il 9 ottobre, insieme alle altre puntate della serie.

Non solo miele! La cera d’api è usata per produrre candele.

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