Tutti pazzi per le Cesarine

11 Settembre 2020

Cavatelli, maccheroni, farfalle, tortelloni, trofie, orecchiette, tagliatelle, gnocchi… Sono nomi che, in ogni regione d’Italia, ci fanno sentire a casa. E che esercitano un grande fascino evocativo, soprattutto per il pubblico straniero, che va letteralmente pazzo per le Cesarine.

Il nome lo conoscerete probabilmente in molti, perché è della più antica rete di cuoche casalinghe d’Italia che stiamo parlando. E anche di una comunità Slow Food, costituitasi nel 2019: o meglio della comunità diffusa per la salvaguardia della cucina tradizionale italiana.

A Terra Madre ci saranno anche loro, lanciando dai primissimi giorni di evento otto corsi di cucina focalizzati sui formati di pasta delle diverse regioni per poi replicarli, su prenotazione, da ottobre fino ad aprile, tutti i giorni esclusi il sabato e la domenica, e le vacanze natalizie. Le Cesarine sono instancabili! E organizzate benissimo…

Al telefono sento Paola e Alessandra. Rispettivamente fanno l’avvocatessa e la formatrice, oltre ovviamente a essere Cesarine, che è un’attività estremamente impegnativa, ma anche super-appagante.

QUELLA VOLTA DELLA MARMITE

«Ho in mente l’immagine di mia nonna che faceva la pasta, però non mi ha mai insegnato nulla. Ho imparato dopo, seguendo un corso di cucina che ci era stato offerto dalla Croce Rossa per cui facevo la volontaria. Da quel momento non ho più smesso: cucinare per gli altri mi piace moltissimo, e un modo per stringere relazioni che poi proseguono nel tempo. Molti dei miei ospiti mi scrivono, si informano, a volte mi mandano anche dei regali».

Paola e due allieve.

A volte si tratta di doni un po’ strani… «Una volta una coppia inglese nominò la marmite, di cui non avevo mai sentito parlare. Si tratta di una crema spalmabile, dal forte sapore di brodo, che viene utilizzata per “insaporire” le fette di pane tostato e imburrato. Gli inglesi la definiscono così: love it or hate it… Io sono senz’altro fra i detrattori» dice Paola ridendo.

A Bologna, la sua è una casa grande e ospitale. Prima del lockdown ne apriva le porte tre o anche quattro volte a settimana, per accogliere chi sul sito delle Cesarine aveva prenotato un pasto a casa sua. «Per la maggior parte si trattava di stranieri, persone con un grande interesse per la nostra cultura alimentare. Mangiare da una Cesarina significa imparare a cucinare insieme le ricette della nostra cucina – dalle tagliatelle alle polpette al tiramisù – e consumare il pasto insieme». Ovvio, poi, che tante relazioni si mantengano nel tempo. Cucinare insieme è, forse, una delle attività più unificanti che possiamo intraprendere.

UNA FIGLIA CHE NON AMA I TORTELLINI

Pugliese di origine, Alessandra è uno dei punti di riferimento delle Cesarine per le orecchiette.

Un po’ diverso il percorso di Alessandra, pugliese trapiantata a Bologna, che alla cucina ci è arrivata dopo il terzo figlio, pensando di voler dedicare un po’ di tempo anche a se stessa. «Nel 2012, ho temporaneamente lasciato il lavoro per potermi occupare dei bambini. Ne ho anche approfittato per realizzare un piccolo sogno nel cassetto, e mi sono iscritta ad alcuni corsi per imparare a fare la pasta, di panificazione e pasticceria…».

Alessandra durante uno dei corsi.

«È stata da subito una passione fortissima, tant’è che, quando ho ripreso a lavorare, il sabato e la domenica andavo ad aiutare in un negozio di pasta fresca per non perdere la mano. Poi nel 2015 sono stata cooptata dalle Cesarine per un grande evento, e da lì il mio impegno con loro non è mai cessato». Tra poco, ora che i ragazzi sono grandi, anche Alessandra potrà accogliere gli ospiti a casa sua. Fino al pre-lockdown era lei, invece, a spostarsi a casa degli altri per le lezioni di cucina e i pasti conviviali…

Una vita ricchissima di soddisfazioni, per quanto a casa il suo lavoro non ottenga un riscontro unanime. Quando le chiedo se i suoi tre figli siano anche appassionati di cucina, risponde: «Il primo più che altro è appassionato di cucina: mangia volentieri, e tanto, tutto quello che faccio; la seconda gradisce, anche se non mangia i tortellini, e non riesco a rassegnarmi all’idea; la terza è l’unica che, al momento, ama pasticciare in cucina!».

ELASTICHE COME LA PASTA: LE CESARINE AI TEMPI DEL LOCKDOWN

Per le Cesarine – come per tutti, del resto – la vita degli ultimi mesi è profondamente cambiata. È da pochissimo che, in tutta sicurezza, stanno riaprendo le loro case, ma siccome sono instancabili e piene di risorse, anche nei mesi di lockdown si sono date un gran daffare. Quasi subito, si sono convertite al digital, attivando molti corsi gratuiti su Skype. E ora di questa nuova competenza ne faranno tesoro, abbinando le attività fisiche ai corsi digitali. L’unione di due mondi, insomma, che è un po’ quella che stiamo tentando di fare anche con questa edizione di Terra Madre.

Accettate la sfida? Prenotate il vostro corso!

di Silvia Ceriani, info.eventi@slowfood.it

Tag in questo articolo
Tag popolari