L’uva montonico: il piccolo champagne dall’Abruzzo

15 Dicembre 2020

Le petit champagne. È così che, qualche secolo fa, alcuni soldati francesi di stanza in Abruzzo, avrebbero ribattezzato lo spumante ottenuto dall’uva montonico.

L’uva montonico è un vitigno abruzzese, più precisamente tipico di Bisenti e Cermignano – frazione di Poggio delle Rose – in provincia di Teramo. Un’uva un tempo piuttosto rinomata e diffusa, ma che negli ultimi decenni ha vissuto il concreto rischio di scomparire. Fino a quando tre produttori hanno deciso di riprendere a coltivarla prima che fosse troppo tardi.

Nel 2017, poi, il riconoscimento come Presidio Slow Food. Due dei produttori, Matteo Ciccone dell’azienda agricola Ciccone Vini e Francesca Valente dell’azienda agricola Valente, ci raccontano qualcosa in più dell’uva montonico e dei vini con cui partecipano a Terra Madre Salone del Gusto 2020.

Il successo in Francia e Germania e la scomparsa

Ricorda Matteo Ciccone: «Nel solo comune di Bisenti, nel 1940, si producevano 10.000 quintali di montonico. L’intera economia locale si reggeva su questo e l’uva veniva esportata in Francia e Germania a bordo dei treni che partivano dalle stazioni ferroviarie della costa teramana. Viaggiava, e la consumavano prevalentemente come uva da tavola».

Il suo pregio? «Si conservava a lungo, quindi era adatta a viaggiare ed era addirittura tradizione che venisse appesa nelle case e offerta agli ospiti anche dopo settimane» aggiunge Francesca Valente. Ma non era soltanto un’uva da esportazione: dalla montonico si ottenevano vino, aceto, mosto cotto, marmellata. Quest’uva era perfetta anche per la preparazione degli uccelletti di sant’Antonio, tipico dolce abruzzese. «I più anziani ricordano le colline di questa zona interamente ricoperte da vigneti di montonico. Ora, invece, non se ne vedono quasi più».

Un territorio “ostico ma non ostile”

Quelle colline sono particolari: il terreno è duro, ciottoloso, calcareo. Eppure sono quelle stesse condizioni apparentemente sfavorevoli, insieme al freddo clima invernale, a consentire all’uva montonico di esprimersi al meglio. Prosegue Valente: «Quando la coltivano fuori da questa zona, tende a perdere le caratteristiche che lo rendono un vino bianco leggero, di montagna, minerale». Il vitigno ha ottenuto il riconoscimento Doc che consente di impiantarlo in tutto il territorio abruzzese, sottolineano. Ma il montonico che si coltiva qui sarà per forza diverso da quello che si fa ad esempio sulla costa.

A coltivarlo, però, sono in pochi: nel secondo dopoguerra infatti, con l’arrivo di nuove varietà internazionali, lo spopolamento delle aree interne e gli attacchi di fillossera, il montonico è finito nel dimenticatoio. Fino a una dozzina di anni fa, quando Ciccone ne ha rilevato un piccolo appezzamento: «Ho cominciato per gioco, e man mano l’azienda è cresciuta. Ho cominciato subito a lavorare a uno spumante metodo classico, con la doppia fermentazione e il riposo su lieviti. Tra pochi giorni uscirò con le prime bottiglie». Bottiglie che saranno naturalmente disponibili sull’e-commerce di Terra Madre Salone del Gusto.

La reputazione dell’uva montonico

uva montonico

Aggiunge Valente: «Non è facile ricostruire una reputazione di un’uva cui, negli anni, non è stato riconosciuto il proprio valore». «Lo facciamo prestando la massima attenzione al territorio, adottando un sistema di produzione integrata e raccogliendo l’uva interamente a mano». Ma né Matteo né Francesca vogliono essere visti come i “salvatori” di questa varietà di uva: «Io sto soltanto cercando di seguire le orme di mio nonno, che fin da piccola mi ha fatto vivere tra i vigneti. Pensate che, per seguire lui, non andavo nemmeno all’asilo! Poi, mentre all’università studiavo economia agraria, ho realizzato che mio nonno aveva capito con molti anni di anticipo ciò che serviva per risvegliare un territorio: un prodotto locale buono e la volontà dei giovani. Così ho cominciato a lavorare ai miei vini, un bianco fermo e uno spumante brut metodo Charmat», anche loro acquistabili sullo store di Terra Madre Salone del Gusto 2020.

Un territorio, quest’angolo del Teramano, ostico ma non ostile, come ripetono i due produttori. «Investire in un territorio così difficile è impegnativo – conclude Matteo – ma ci auguriamo che qualcuno ci segua per ricostruire il tessuto di questo paese».

di Marco Gritti, m.gritti@slowfood.it

Scopri il Marketplace di Terra Madre Salone del Gusto e visita la pagina dedicata all’uva montonico, Presidio Slow Food. Nelle vetrine virtuali puoi trovare una presentazione completa ed esaustiva dei produttori e conoscerli “quasi” dal vero. Visita anche il nostro e-commerce, sul quale è possibile acquistare i prodotti dei nostri espositori.